Crisi idrica Roma, Raggi: "Inaccettabile 1,5 milioni di romani senz'acqua"

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Ora la speranza è che, da qui a venerdì, si intervenga per scongiurare la drastica misura e allo stesso tempo mantenere l'intervento a tutela del lago. Il conto alla rovescia, innescato dalla Regione Lazio con l'ordinanza dello stop ai prelievi idrici al lago di Bracciano "entro le ore 24 del 28 luglio", porterà da sabato 29 al razionamento idrico per un terzo della capitale che, a turni alterni ma continuativi, sia diurni che notturni della durata di 8 ore, resterà a secco.

Intanto, dieci Regioni hanno bussato alla porta del ministero delle Politiche agricole chiedendo misure straordinarie per lo stato di emergenza.

E' vero che l'acqua a Roma sta finendo, come detto in alcune interviste dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti?

Ad essere in ginocchio, in realtà, è anche la città.

"Dobbiamo fare i conti con una stagione estiva tra le più torride degli ultimi settant'anni - dice il vicesindaco della Città metropolitana di Roma Capitale, Fabio Fucci -".

Non solo: per ciò che riguarda la minaccia di razionare l'acqua nella Capitale, non può non venirmi in mente un tema di cui nessuno parla: l'acqua che fuoriesce dai rubinetti di Roma, è inquinata anche dalla presenza di Arsenico e altre schifezze. Perché, spiega Acea Ato 2, "i prelievi attuali effettuati al lago di Bracciano assicurano 1100 litri al secondo, pari ad una fornitura di circa 400mila persone per l'intera giornata (300 litri al giorno in media per ogni residente)". La Regione, azzerando questo approvvigionamento, ci obbliga a dover spalmare il minor afflusso in rete su 3 turni da 8 ore, razionando l' acqua a fasi alterne ma continuative per aree omogenee. Sappiamo bene quali pesantissimi disagi subiranno tutti i servizi primari, le attività produttive e turistiche, i palazzi delle istituzioni, lo Stato della Città del Vaticano. Come si e' potuto pensare di arrivare a questo punto gravissimo, senza avere in mano una soluzione, anzi aggiungo, piu' soluzioni?

Le modalità, i tempi e le zone di razionalizzazione sono ancora allo studio. Lo scrive su facebook Pinuccia Montanari, Assessore alla Sostenibilità Ambientale del Comune di Roma aggiungendo che "c'è acqua nascosta in ogni atto di consumo".

Il grande problema della crisi idirca, italiana e capitolina, è certamente la riduzione delle piogge, che sono "il 47% in meno da ottobre a marzo rispetto alle annualità precedenti". Tecnicamente si tratta solo di ovviare a quell'8 per cento di risorse che arrivano dal lago. L'analisi, condotta su 54 gestori e una popolazione di 31 milioni di abitanti, evidenzia come gli acquedotti del nostro Paese sono in gran parte vecchi e la mancanza di veri e importanti investimenti (32 euro per abitante all'anno). "E' previsto un limite, e questo limite è stato superato e di molto". Problemi su problemi già evidenziati un mese fa. Acea invece sembra fare muro, continuando a ripetere che l'unica via possibile è quella del razionamento.