George Romero è morto: addio al padre degli zombie del cinema

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Considerato dalla critica internazionale come maestro indiscusso del genere horror, l'eclettico regista è stato precursore in molti aspetti di un cinema che al puro intrattenimento alternava anche un linguaggio politico e fortemente sociale. Erano con lui la moglie Suzanne Desrocher Romero e la figlia Tina.

Ma George Romero non è solo conosciuto dai cinefili. Egli ha contribuito così non solo a divertire il pubblico attraverso gli "zombie movie", ma anche a condividere una strategia educativa allo scopo di favorire la crescita dei valori morali ed etici che certamente aiutano a diventare cittadini, del mondo, migliori. Feroci, razzisti e violenti, non tanto distanti in fondo da film come "Soldato blu" e "Apocalypse now".

Il regista, come è noto ai più, è rimasto molto legato a Dario Argento. Un sodalizio nato dalla collaborazione per il montaggio di "Zombi" proseguito nel 1990 per "Due occhi diabolici", omaggio dei due registi a Edgar Allan Poe. "Tutti i miei film precedenti non avevano avuto una grande distribuzione, mentre questo è stato presentato in tutto il mondo e mi ha dato l'opportunità di continuare".

Romero è nato a New York, nel Bronx, da madre lituana e da padre cubano. Seguirono sequel, remake, fumetti, canzoni. La notizia è stata confermata nella notte italiana di domenica 17 luglio 2017, generando l'immediata commozione di colleghi e appassionati del genere horror.

Tra i suoi film non possiamo non citare: La Notte dei Morti Viventi (1968), Zombi (1978), Creepshow (1982) e La Terra dei Morti Viventi (2005).

Proprio in quell'anno infatti George A. Romero diresse il suo film più celebre, La Notte dei Morti Viventi, in cui comparivano per la prima volta i non morti. Si è spento a Pittsburgh, la "sua" città.