Coppia dell'acido: confermata condanna di 23 anni a Boettcher

Regolare Commento Stampare

La Corte d'Appello ha confermato la condanna a 23 anni di carcere per il broker, inflittagli nel marzo del 2016 per le aggressioni con l'acido, che va a sommarsi ai 14 anni in secondo grado per il blitz contro Pietro Barbini. Per l'avvocato Limentani, la decisione della Corte è stata "uno sbaglio" anche perché, come già evidenziato nelle arringhe, Boettcher mesi fa ha risarcito con milioni di euro le vittime dei blitz, che erano parti civili e sono uscite dal processo. L'ex broker finanziario è stato ritenuto responsabile, in concorso con l'ex compagna Martina Levato e con il complice Andrea Magnani, di avere sfigurato con il lancio di acido Stefano Savi e di aver poi tentato di sfregiare allo stesso modo il fotografo Giuliano Carparelli.

L'imputato era stato condannato a 23 anni in primo e il sostituto pg di Milano Maria Grazia Omboni aveva chiesto la conferma della sentenza del Tribunale. Entrambi gli assalti avvennero a Milano nel novembre 2014.

L'imputato ha accolto apparentemente impassibile il verdetto in piedi nella gabbia riservata ai detenuti. "Era preparato, ma sperava una condanna più bassa - hanno riferito - ma sa che deve espiare una pena e ha accettato la sentenza con dignità". I giudici hanno anche deciso la trasmissione in Procura di un verbale dell'ex amante di Martina Levato per un eventuale nuova inchiesta a carico del giovane per concorso nel tentativo di evirazione di Antonio Margarito come raccontato in un'udienza dalla donna. Boettcher è accusato di associazione a delinquere e lesioni gravissime per una serie di aggressioni con l'acido: proprio l'accusa aveva chiesto la trasmissione in Procura del verbale delle dichiarazioni rese dalla Levato, anche lei condannata per i blitz. Martina, infatti, aveva sostenuto che l'ex compagno era stato il "regista" anche di quella sua azione contro Margarito, pure lui un ragazzo con cui lei aveva avuto una fugace relazione.