Vaccini, sfida sul decreto: "Quelli obbligatori devono diventare 13"

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Vaccini, prima li vogliono tagliare e poi aumentare. A chi dava ormai per certo lo "sconto" di 2 sui 13 vaccini obbligatori, ha fatto tornare i dubbi stamattina Emilia De Biasi, presidente della Commissione Igiene Sanità, che a Radio anch'io ha chiarito: "Se l'Istituto Superiore di Sanità dovesse riscontrare una contrarietà scientifica su questo punto e ce la fondasse con un parere oggettivo è chiaro che noi riconsidereremmo la materia".

Tutto questo mentre nella commissione Sanità del Senato è in discussione un emendamento presentato dalla relatrice del provvedimento sui vaccini, Patrizia Manassero del Pd, che chiede la riduzione delle vaccinazioni obbligatorie, portandole dalle 12 previste nell'attuale decreto Lorenzin, a 10. Oltre il calo del numero delle terapie di prevenzione, infatti, ci sono anche la riduzione delle sanzioni e la revisione del rischio di perdere la patria potestà per i genitori che scelgono di non vaccinare i figli. Sulla riduzione delle vaccinazioni obbligatorie si era già espressa negativamente il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, secondo la quale il decreto è stato proposto sulla base di dati scientifico-sanitari pur essendo il Parlamento sovrano e in grado di prendersi le proprie responsabilità.

Per l'Istituto Superiore della Sanità il numero dei vaccini obbligatori deve aumentare e passare da 12 a 13. "Lo forniremo al ministro entro oggi", ha prontamente risposto Walter Ricciardi, presidente Iss. Abbiamo sottolineato ripetutamente che per noi le vaccinazioni che dovrebbero essere somministrate sono tredici. Il decreto sembra però avviarsi verso un 'alleggerimento'. C'è poi l'ipotesi di ammorbidire l'obbligo. Restano invece obbligatori i vaccini compresi nell'esavalente ovvero anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti-Haemophilus B, che si fanno intorno al terzo mese di vita. "A questi, si aggiungono come obbligatori l'anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella".

Al contrario, "l'anti-meningite B e C tornano ad essere solo raccomandate", tornando così a una sorta di classificazione di tipo A e B, sebbene tutti i vaccini siano importanti. Non siamo in una situazione epidemica che richiede l'obbligatorietà di immunizzazione, ma rimangono in ogni caso tra i consigliati. Quando il provvedimento è andato in Senato ho detto che ero pronta a qualsiasi tipo di cambiamento e miglioramento del provvedimento per quanto riguardava gli aspetti politici. "Sugli aspetti tecnici non posso fare una mediazione politica, sugli aspetti tecnici sono le autorità sanitarie che mi devono dire se si può fare o non si può fare". Si svolgerà questa sera al termine dei lavori d'aula l'assemblea dei parlamentari Pd e tra le altre cose si parlerà anche di questo emendamento.