Il Qatar gela monarchie del golfo

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Il Kuwait è il principale mediatore in questa crisi ma il sito che ha diffuso la notizia, Elap, non fornisce indicazioni su quale sia la risposta data dal Qatar ai paesi che hanno chiesto l'imposizione di 13 misure per evitare che il regno li destabilizzi. A poche ore dalla scadenza dell'ultimatum delle 13 richieste formulate da Arabia Saudita, Emirati, Bahrain ed Egitto per riprendere i rapporti diplomatici, Doha ha ribadito che respingerà le "condizioni". Il capo della diplomazia qatariota si è detto comunque disponibile ad avviare un negoziato "basato sul rispetto reciproco e il diritto internazionale" con la mediazione di Kuwait e Stati Uniti, invitando i paesi che accusano Doha di finanziarie il terrorismo a "mostrare le prove".

Subito dopo la nuova scadenza, mercoledì, i governi del fronte anti-Qatar si riuniranno al Cairo per decidere "i passi futuri", secondo quanto ha annunciato il ministro degli Esteri egiziano Ahmed Abu Zeid. Non solo: il ministro ha detto che queste accuse "sono francamente ridicole" e soprattutto provengono da "chi è in cima alla lista dei finanziatori dei gruppi terroristici e delle operazioni che hanno colpito i paesi arabi e l'Occidente". La mossa ha visto anche la chiusura dello spazio aereo, che per i paesi del Golfo ha implicato l'interdizione delle acque territoriali. Alle misure hanno aderito finora tra gli altri anche Eritrea, Mauritania, Maldive, Senegal, il governo yemenita del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi e l'esecutivo libico non riconosciuto di Al Baida.

Il Qatar non si piega. "Non temiamo rappresaglie militari al rifiuto di tali richieste". Nella lista, come è emerso a fine giugno, i Paesi coinvolti pretendono, fra le altre cose, che il Qatar limiti le sue relazioni con Teheran, che chiuda la base turca presente sul suo territorio e che fermi la cooperazione militare con Ankara. Il ministro si è poi soffermato sull'Italia, auspicando che possa svolgere un ruolo importante nella soluzione della crisi diplomatica con gli altri Paesi del Golfo e l'Egitto. Proprio per sbloccare l'impasse, che rischia di mettere a repentaglio la stabilità di un'area geopolitica fondamentale per la sicurezza internazionale, il Ministro ha richiesto al Consiglio di intervenire.