Pd: Renzi smorza polemiche ma rivendica leadership e linea (3)

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I commenti dopo il voto straripano delusione e ansia di rivincita. Ma sarà davvero quello di far cadere Renzi l'obiettivo comune di Franceschini e degli altri?

È una brutta sconfitta. In particolare Renzi dà la sua lettura: "Sono risultati a macchia di leopardo". Ma poteva andare meglio. Cuperlo scopre oggi che le risse interne al Pd fanno male alla sinistra. Soprattutto, i "cittadini", per dirla come i pentastellati, si smarriscono nel labirinto costruito da D'Alema e compagni per confondere ogni orientamento razionale dei dem. Tutta colpa dei dissidenti? Gli elettori grillini in genere o hanno votato per il candidato sindaco del centro-destra, oppure non hanno partecipato alle elezioni comunali. Ecco quanto si profila dopo la seconda tornata elettorale di questo fine settimana. Penso che le scelte di Renzi abbiamo un unico sbocco: l'accordo con Silvio Berlusconi che, data anche la veneranda età, non vuole affidare la sua storia, il suo nome e le sue aziende nelle mani di un dilettante come Matteo Salvini. E domenica Pizzarotti, dopo la rottura con il M5S, è stato rieletto sindaco con una lista civica. "Allo sconfitto Paolo Scarpa (centrosinistra) ho già scritto, dicendo che dato che ci eravamo promessi di fare una opposizione sui contenuti, spero ci possa essere anche una larga convergenza senza motivi ideologici". Questo per dire che nei comuni di piccole e medie dimensioni, il carattere locale è molto più forte rispetto alle grandi città, dove l'opinione pubblica è più libera di esprimere un giudizio politico in linea con il trend nazionale.

Renzi inizialmente ha fatto spallucce, producendo statistiche in serie per dimostrare che il "suo" partito non ha perso più di tanto. Ha rialzato la bandiera antica del taglio drastico delle tasse e quella nuova della difesa degli animali. Ha usato una citazione di un film di Al Pacino: "Da qui al governo è questione di pochi metri".

Chi è in difficoltà è Renzi.

"Alle politiche è diverso" dice ancora il segretario del Pd. Il governatore alle primarie Pd del 30 aprile ha appoggiato Andrea Orlando, lo sfidante perdente contro Matteo Renzi alla segreteria nazionale. "Siamo fiduciosi che dal lavoro della Procura di Roma, sempre esemplare per il rigore investigativo e la serietà, la risposta arriverà presto".

Renzi chiude con un pensiero ai sindaci eletti: "A quelli del mio partito ma anche agli altri".

Le amministrative hanno confermato il trend che un po' tutti avevano pronosticato alla vigilia sondaggi alla mano: la prossima sfida per Palazzo Chigi verrà disputata tra il Centrodestra del duo Berlusconi-Salvini e il Movimento5Stelle di Grillo. "Cambiare linea. Ricostruire il centrosinistra subito". Renzi dovrebbe rispettarlo e ascoltarlo di più. Probabilmente cercherà di lavorare sui contenuti, rilanciando la battaglia per il taglio delle aliquote Irpef (l'imposta sui redditi delle persone fisiche), una misura prevista nel 2018 dal cronoprogramma di riforme, formulato quando era presidente del Consiglio.