Migranti, Gentiloni: "Numeri crescenti e paese sotto pressione"

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Sull'emergenza sbarchi l'Italia è in una "pessima" situazione. A farlo sapere ai colleghi europei è stato Maurizio Massari, ambasciatore dell'Italia presso la Ue. Dal canto suo Avramopoulos avrebbe affermato che, "se necessario", la Commissione è pronta "ad aumentare sostanzialmente il sostegno finanziario all'Italia". La misura è più che colma, Gentiloni e Minniti facciano capire concretamente all'Europa che questa situazione non è in alcun modo sostenibile. Mentre dall'ultimo rapporto sulle prospettive migratorie internazionali dell'Ocse emerge che solo il 29% dei migranti sbarcati in Italia è passato dagli hotspot dell'Unione europea. I nodi stanno venendo al pettine e il nostro governo, ma soprattutto i nostri cittadini, hanno fatto la loro parte. Al rappresentante italiano Avramopoulos avrebbe dichiarato - non vi sono al momento conferme ufficiali - che è confermato l'obbligo di salvare vite umane, ma "non possiamo lasciare un pugno di Paesi ad affrontare il problema". Noi, arrivati a questo punto, ci troviamo a fronteggiare una pressione fortissima. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in conferenza stampa a Berlino. Ciononstante, siamo di fronte a dei numeri crescenti che, alla lunga, potrebbero mettere a dura prova il nostro sistema di accoglienza. "Che rimane accoglienza in un paese solo". Non violiamo le regole o vogliamo rinunciare a un atteggiamento umanitario: "siamo sotto pressione e chiediamo il contributo concreto degli europei".

E gli alleati europei hanno risposto.

Intanto, continuano i salvataggi in mare: oggi nel corso di cinque diverse operazioni sono stati salvati oltre 650 migranti al largo delle coste libiche, che erano a bordo di 4 gommoni e un barchino. "Sono in contatto permanente con il governo italiano, oggi e domani ci sentiremo ancora". Lo schiaffo, però, è arrivato dal presidente francese Emmanuel Macron. Anche la Merkel usa parole tanto attente quanto profondamente vaghe: "Aiuteremo l'Italia, ci sta a cuore questa necessita'". "Ma dobbiamo lavorare per una soluzione politica in Libia, non possiamo accettare che in quel Paese regni l'illegalità".

Sull'immigrazione "concederemo qualsiasi aiuto possibile all'Italia per evitare che si crei una situazione non più gestibile, drammatica" ha precisato il premier spagnolo Mariano Rajoy.

Sulla stessa linea d'onda Jean Claude Juncker: "Non lasceremo sole Italia e Grecia, dobbiamo compiere ogni sforzo per aiutare queste nazioni che sono eroiche nell'accoglienza dei rifugiati" dice il presidente della Commissione Ue.