Roma, bimba di 9 anni muore di morbillo: non era stata vaccinata

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La bambina non era stata vaccinata e così ha contratto il virus che, insieme ad una malattia genetica l'hanno portata ad una morte prematura. La piccola, non vaccinata, soffriva di una cromosomopatia, grave malattia genetica, ma a portarla al decesso, come rivela il primario, sarebbero state proprio le conseguenze del morbillo che avrebbe provocato una "insufficienza multiorgano". "Il decesso è avvenuto per insufficienza multiorganica". Secondo quanto rilevano fonti sanitarie, la malattia pregressa da cui era affetta non era incompatibile con la vaccinazione contro il morbillo.

In molti ospedali italiani infatti, il numero di decessi per malattie come il morbillo è cresciuto in maniera esponenziale rispetto allo scorso anno. "La Sardegna - ha sottolineato Zanda - e la provincia di Oristano registrano, in questo senso, buone coperture vaccinali: il nostro reparto negli ultimi tempi ha preso in carico un solo caso di morbillo". Il bimbo sarebbe giunto in ospedale con in corso la malattia già ad uno stadio avanzato facendo prontamente insospettire i sanitari anche alla luce dei sintomi riportati, a partire dalla paralisi facciale e dalla mancanza di risposte alla terapia cortisonica. La bambina infatti non era stata sottoposta alle vaccinazioni pediatriche, forse perché considerata troppo debole dai suoi genitori. "Il caso di tetano rappresenta un'eccezione che, certamente, sarebbe stata evitabile se il piccolo fosse stato vaccinato". Lo afferma all'Ansa il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi. Fondamentale, avverte, "è dunque un richiamo a tutti i medici perché vaccinino i bambini a rischio. Ci sono patologie in presenza delle quali le vaccinazioni non sono possibili in quanto il sistema immunitario è compromesso, ma in altre patologie, come quelle genetiche - rileva Ricciardi - vaccinare è ancora più importante". Lo spiega una nota dell'ospedale Bambino Gesu' di Roma. Sarebbe il primo caso tra i bambini dopo 30 anni.

Alberto Villani, primario di Pediatria dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, ha dichiarato che date le condizioni di salute della piccola, il morbillo le è stato fatale. Non è in pericolo di vita e le sue condizioni sono in miglioramento. Il direttore dell'Unità Operativa di Pediatria del nosocomio ha definito il caso "di assoluta rarità". Non è chiaro se la famiglia avesse preferito rifiutare il vaccino (diviso in due dosi, la prima da effettuare a 13 mesi) per motivi legati alle condizioni cliniche della piccola.