Piacenza, furbetti del cartellino in Comune: 50 indagati

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Le indagini, condotte da Polizia municipale e Guardia di finanza, riguardano anche alcuni casi di peculato: secondo chi indaga, qualcuno ha utilizzato mezzi di servizio per scopi non lavorativi. Uno in special modo è finito agli arresti domiciliari, mentre gli altri trentanove sono stati fotosegnalati prima e sottoposti all'obbligo di firma in seguito. Gli inquirenti avrebbero filmati e pedinamenti, effettuati nel corso degli ultimi mesi, che dimostrerebbero la condotta dei dipendenti 'infedeli'.

Negli ultimi giorni due dipendenti comunali sono stati arrestati, a quanto si apprende, molto probabilmente proprio per vicende legate a contratti di appalto. Inoltre, a palazzo Mercanti si è recato anche il sindaco uscente del Pd Paolo Dosi. "Le Fiamme Gialle hanno acquisito documenti concordando le modalità con il Segretario generale e la dottoressa Laura Bossi, dirigente delle Risorse umane". Il Comune smentisce invece la voce che la Guardia di Finanza abbia perquisito alcuni uffici tra i quali quello del segretario generale e del personale.

Furbetti del cartellino a Piacenza in Comune. "Per tale motivo - ha concluso l'associazione dei consumatori - chiediamo ora licenziamenti nei confronti dei responsabili di illeciti e l'avvio delle doverose azioni di recupero delle retribuzioni intascate dai lavoratori senza lavorare".

Rienzi infine sostiene anche che questi "furbetti del cartellino", che si assentano dal lavoro per svolgere delle attività private, non solo commettono dei gravi reati, ma producono anche dei danni economici ai cittadini, in quanto non effettuano il loro lavoro e in più percepiscono i loro stipendi in maniera del tutto indebita.