Migranti, Italia a Ue "Situazione è grave". Ipotesi chiusura porti

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Il governo italiano sta valutando la possibilità di negare l'approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa da quella del nostro Paese. Lo si apprende da fonti governative rilanciate da un'Ansa del primo pomeriggio, secondo le quali è ormai "insostenibile" che tutte le imbarcazioni che operano nel Mediterraneo centrale portino le persone soccorse in Italia.

Chiaro il problema posto da Massari ad Avramopoulos: i Paesi europei devono aiutare l'Italia.

L'Italia ha definito "grave" la situazione affrontata dal nostro Paese.

Negli ultimi 2 giorni sono approdate sulle nostre coste 12mila persone da 22 navi, molte delle quali delle organizzazioni non governative.

La misura serve anche a sensibilizzare l'Unione europea finora più controparte riottosa che partner leale e collaborativa: salvataggi e accoglienza, questo il senso, non possono essere disgiunti e dunque il contributo dell'Ue non dovrà limitarsi alle operazioni di soccorso in mare. Il governo Gentiloni avrebbe infatti dato mandato al Rappresentante presso la UE, l'ambasciatore Maurizio Massari di porre formalmente al commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos il tema degli sbarchi in Italia. Il commissario ha però ricordato che "abbiamo tutti un obbligo umanitario di salvare vite".

MINNITI E L'AEREO Un'ulteriore conferma sulla gravità della situazione migranti in Italia arriva dalla decisione repentina del ministro degli Esteri Minniti di far tornare indietro il suo aereo diretto a Washington, proprio per far fronte a questa emergenza. Sull'eventuale blocco navale si è espressa Natasha Bertaud, portavoce della Commissione.

A questa operazione partecipano ben 25 nazioni europee. "La Commissione Ue tuttavia ritiene opportuno che qualsiasi cambiamento nelle politiche sia prima discusso e comunicato nel modo giusto, così da dare alle Ong l'opportunità di prepararsi".