Elezioni amministrative, ai ballottaggi vince il centrodestra

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In una tornata elettorale che registra un'alta disaffezione dell'elettorato (affluenza al 46%, tredici punti in meno rispetto al primo turno) a fare rumore è, innanzitutto, è l'imporsi di quell'alleanza Fi-Lega-Fdi che, fino a qualche giorno fa, vedeva proprio in Matteo Salvini e Silvio Berlusconi tra i più scettici.

Congratulazioni e auguri di buon lavoro al Sindaco di Tarquinia Mencarini chiamato dalla sua gente a governare in un momento particolarmente difficile e impegnativo per gli enti locali, e un augurio a tutti i neo consiglieri comunali. Infatti sta trascinando con sé nella tomba il Pd e il sistemino di potere messo in piedi in questi ultimi anni, che tanti danni sta facendo all'Italia, specialmente a quella che lavora e a quella che non lavora e sprofonda sempre di più nella miseria, nell'indifferenza totale delle istituzioni e di un ceto politico attento solo alla propria sempre più autoreferenziale sopravvivenza. "Poi alla fine chi avrà più voti esprimerà il leader".

"Gli elettori sanno perfettamente chi è coerente e chi no. Per questo hanno premiato la Lega e punito i 5Stelle".

A Matteo Renzi toccherà riannodare i fili di una sconfitta che rischia di minare anche la sua leadership. Così dopo la vittoria del centrodestra al ballottaggio per le amministrative di ieri. Il centrodestra valorizzi le classi dirigenti che ha all'interno.

Nonostante le accuse di collaborare con il nemico (leggasi Renzi), di puntare alle larghe intese, Fi ha aumentato i suoi consensi e non ha subito il sorpasso del Carroccio.

"Parto da un presupposto: se gli italiani considerassero davvero pericolose le posizioni della Lega su immigrazione, euro, difesa dei confini e della sovranità nazionale si guarderebbero bene dal fare la croce sul simbolo del nostro partito anche alle amministrative come invece è avvenuto".

Salvini preferisce tuttavia puntare sui programmi: riforma della scuola, riforma della giustizia, riforma delle pensioni, e i rapporti con l'Europa, "che sono fondamentali perché, c'è modo e modo di essere popolari". Al di là delle difficoltà di trovare candidati credibili, in grado di trainare un'intera coalizione, il Pd sembra esser entrato in un vortice di progressiva perdita di consenso, che non può non spaventare a pochi mesi dalle politiche del 2018. Sono contento e grato agli elettori del fatto che questi appelli siano stati ascoltati.

Grandi sponsor per l'accordo sono i due governatori Giovanni Toti (Forza Italia) e Roberto Maroni (Lega Nord) che, rispettivamente in Liguria e Lombardia, amministrano sostenuti da ampie maggioranze.