Csc: stime Pil riviste a +1,3% in 2017

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Confindustria rivede in forte rialzo le stime sul Pil per il 2017, indicando una crescita dell'1,3%, contro il precedente +0,8%.

RALLENTA OCCUPAZIONE - Nel 2017 e nel 2018, stima il Centro Studi di Confindustria, la crescita dell'occupazione rallentera' allo 0,9% e allo 0,8% (+390mila Ula aggiuntive), dal +1,4% del 2016. In generale, per il Csc l'accelerazione è stata trainata da "export e investimenti". Lo stima il Rapporto previsionale del Centro studi Confindustria, Scenari economici "La ripresa globale si consolida. Anche se fosse contenuta in 8 miliardi (grazie all'ulteriore flessibilità europea), essa abbasserebbe l'incremento del Pil sotto l'1%". Dopo il +1,3% del 2016 gli occupati saliranno 'solo' dello 0,8% sia nel 2017 che nel 2018. La dinamica degli investimenti prosegue a un passo solido: + 2,6% nel 2017 e + 2,9% nel 2018. "La discesa del deficit pubblico è lenta", dice il Centro studi di Confindustria, prevedendo un indebitamento al 2,3% del Pil quest'anno e al 2,4% nel 2018. Non scende il rapporto tra debito pubblico e Pil: 133,2% e 133,7%, da 132,6% del 2016.

Standard & Poor's ha alzato le stime di crescita dell'Italia per il 2017, lasciando invariata quella del 2018 all'1%, ma esprime i propri dubbi sul futuro. "Non bisogna dimenticare" che in Italia ci sono "7,7 milioni di persone cui manca il lavoro, in tutto o in parte" nonostante "i miglioramenti registrati negli ultimi anni".

Nel 2017 l'economia italiana trae beneficio, oltre che dagli effetti di misure di bilancio ancora espansive, da un commercio mondiale previsto in netta accelerazionerispetto al 2016.

L'allungamento dell'orario di lavoro smorza l'sumento degli occupati Il rientro dagli stati di crisi e il ritorno dal part time al tempo pieno stanno determinando un "allungamento degli orari di lavoro", tagliati durante la recessione, con la conseguenza - segnala il rapporto - che il numero di persone occupate crescerà a "ritmo smorzato". Ecco allora che per gli industriali italiani sarebbe necessaria l'elezione diretta del presidente commissione Ue, che deve essere anche presidente Consiglio Ue.