Vaccini, il decreto diventa più morbido su sanzioni e patria potestà

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Questi bisogni di urgenza ci sono stati indicati dalle autorità sanitarie, dalle autorità scientifiche. "Ci giungono notizie che durante la discussione in Senato si starebbe ipotizzando di eliminare alcuni vaccini dal decreto". Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, lasciando la Conferenza delle Regioni, commentando la possibilita' di 'ammorbidimenti' del decreto vaccini in commissione Sanita' in Senato.

"Come genitore e cittadino italiano provo rabbia e preoccupazione rispetto a questo Decreto Legge imposto da una classe politica sempre più distante dalla vita dei cittadini e che senza un ragionevole motivo, in una situazione già difficile dal punto di vista socio-economico per il nostro Paese, ha sentito l'urgenza di imporre un DL che va a colpire le famiglie italiane, i loro bambini, imponendo un assurdo piano vaccinale senza alcuna emergenza nazionale giustificata, arrivando a minacciare i genitori con pesantissime sanzioni e addirittura con la perdita della patria potestà". Basta andare sul sito dell'AIFA per leggere che per analizzare i rischi e i benefici di un farmaco occorrono dai 7 ai 10 anni e gli studi sono a carico del proprietario del farmaco.

Il vice direttore della salute della famiglia, della donna e del bambino dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha recentemente avvertito che abbassare il livello di copertura dei vaccini favorirà il ritorno di malattie mortali che si era riusciti a debellare.

"La prima riguarda l'atteggiamento persecutorio nei confronti dei migranti, trattati come appestati, nell'assurda convinzione che siano 'animali portatori di malattie' - afferma il coordinamento - Smentiamo categoricamente gli assunti di tale affermazione e invitiamo a non farsi ingannare dall'antica arte della denigrazione del 'diverso', che la storia ha dimostrato essere finalizzata a nascondere i reali interessi economici favorevoli una ristretta 'élite' di persone". "Possiamo anche discutere della modulazione delle sanzioni, ma sul resto devo tenere conto delle indicazioni e dell'analisi delle autorità sanitarie, delle autorità scientifiche".

Il fronte del no al decreto Lorenzin dunque conduce la sua battaglia. Stiamo facendo valutazioni su altri tipi di intervento. Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, ha infatti ribadito di non "essere contro i vaccini".

I suoi dubbi, la sua amarezza, le sue preoccupazioni, sono condivise da decine di migliaia di genitori in ansia per ciò che la Lorenzin e questo Governo vorrebbero fare ai nostri figli.

Tre le novità che renderanno più soft il provvedimento.