Parma, Pizzarotti nettamente in testa: a un passo dalla rielezione

Regolare Commento Stampare

A Parma tutti concordano su un punto: per sapere chi la spunterà domenica sera alla fine del ballottaggio fra il sindaco uscente, il grande eretico del M5s uscito in polemica con Grillo, Federico Pizzarotti, e il civico di area Pd non amatissimo dai vertici del partito, Paolo Scarpa, bisognerà attendere l'ultima scheda scrutinata visto che gli exit poll del prmo turno si sono rivelati troppo ottimistici per Pizzarotti. Saranno 5 anni diversi: un secondo tempo che è già una rincorsa.

A Parma, lo scorso 11 giugno, sono stati poco più di 1500 i voti che hanno diviso i due candidati che si sono guadagnati l'accesso al ballottaggio. Ad inseguirlo il candidato del centrosinistra - che non guida Parma da quasi vent'anni - Paolo Scarpa, con il sostegno del Partito democratico e di due liste civiche ha preso il 32,73% dei voti. Con l'obiettivo, più o meno dichiarato, di convincere gli elettori del centrodestra parmigiano di preferirlo a un candidato che su alcuni temi (diritti civili, accoglienza, ambiente) è percepito come molto più a sinistra di Scarpa. Pizzarotti del Movimento 5 Stelle era stato il primo esponente a guadagnarsi la ribalta nazionale diventando il primo sindaco di una città capoluogo. Se cinque anni fa gli elettori del centrodestra votarono al secondo turno in massa Pizzarotti per impedire al Pd di vincere, stavolta questo travaso non sarà così scontato. Laura Cavandoli, infatti, da candidata leghista al primo turno con il sostegno di tutto il centrodestra, ha raccolto il 19% dei consensi. Immediate le critiche e le proteste che arrivano sotto il suo post di endorsement dagli elettori di Parma.