MotoGp, Dovizioso ammette: Dopo due vittorie la mia vita è cambiata

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Ad Assen lo spagnolo non ha proprio una tradizione straordinaria, infatti, l'anno passato è arrivato un 10° posto, mentre in linea generale la vittoria (l'unica conseguita in MotoGP) manca addirittura dal 2010.

La sessione è stata caratterizzata da una bandiera rossa nelle prime fasi: dopo la caduta di Folger e Lorenzo sembrava che ci fosse stata una perdita d'olio dalla Ducati di Dovizioso, che aveva avuto un problema tecnico. Dopo aver chiuso al secondo posto le FP4, Jorge è sceso in pista per le Q1 ma, a causa dello scarso feeling con la sua moto sotto la pioggia battente, ha terminato il turno in undicesima posizione.

Alla luce dei successi del compagno di squadra, gli è stato chiesto se la Desmosedici GP può già essere considerata una moto matura per puntare al titolo e il maiorchino ha detto: "Dobbiamo aspettare ancora un po'".

Sulle ultime due gare Jorge Lorenzo ha poi dichiarato: "Al Mugello onestamente sapevo che le Ducati sarebbero andate forti, mentre a Barcellona hanno fatto tanta fatica le Yamaha e questo ci ha aiutato". Il forlivese ha sottolineato comunque che "dobbiamo continuare a lavorare, di certo sappiamo che dobbiamo migliorare, su alcuni circuiti non siamo abbastanza veloci - ha concluso - Significa che ci sono alcuni limiti. Vediamo come risponderà la moto qui ed al Sachsenring, dove invece ci sono dei rettilinei molto corti". La pista è stata poi modificata nell'inverno del 2005, riducendo la lunghezza di quello che era uno dei tracciati più lunghi del mondiale, quasi 6 km, a 4.5 kilometri. Se vinco tutte le gare da qui alla fine potrei vincere il mondiale. "Non è impossibile, però è davvero molto difficile pensare di riuscirci". Noi abbiamo obiettivi diversi.