Brexit: May, nostra proposta giusta

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La premier britannica, Theresa May, ha presentato ai capi di Stato di governo dell'Ue la sua proposta sullo status e i diritti di cui beneficeranno i cittadini europei dopo la Brexit assicurando di voler fornire il massimo di certezza possibile ai tre milioni di cittadini europei che attualmente vivono nel Regno Unito.

Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, ha dunque commentato le dichiarazioni della May definendole come "un primo passo, ma insufficiente". Il premier irlandese, Leo Varadkar, giovane debuttante a questo Consiglio come il presidente francese, Emmanuel Macron, pare essere rimasto il solo a illudersi che si possa fermare la Brexit: "Non vogliamo che lascino l'Ue, il mercato unico o l'unione doganale".

Quello della competenza giuridica sui cittadini europei resta il vero nodo della questione. Lo ha detto Donald Tusk a conclusione del Consiglio europeo, aggiungendo che "i leader hanno concordato di coordinarsi meglio nelle prossime settimane per aiutare l'Italia". "La mia prima impressione è che l'offerta del Regno Unitosia al di sotto delle nostre aspettative e ciò rischia di peggiorare la loro situazione". Vedremo: "è una dimostrazione di buone intenzioni, ma bisogna verificare nel merito: "garantisce i cittadini europei residenti nel Regno Unito da almeno cinque anni, ma bisogna vedere che succede agli altri, quali sono le condizioni di applicazione con giurisdizioni che non sono le stesse" al di qua e al di là della Manica, visto che Londra non vuole accettare alcun ruolo per la Corte europea di Giustizia.