Banche venete, l'ipotesi spezzatino. Le condizioni di IntesaSanpaolo (Corriere della Sera)

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Entro domani alle ore 12 andranno presentate a Rothschild, advisor del Tesoro, le offerte da parte dei soggetti interessati a rilevare le 'good bank' venete. In primo luogo - il tutto con il pieno sostegno della Banca d'Italia - si dovrebbe procedere a uno scorporo dei NPL (cioè sofferenze e crediti che difficilmente verranno rimborsati) in una bad company ricapitalizzata con denaro pubblico; poi, la messa sul mercato delle parti ancora fruttuose dei due istituti di credito, Veneto Banca e popolare di Vicenza: le filiali, le attività di asset management e il portafoglio di Titoli di Stato. Ma gli occhi sono tutti puntati su Intesa, principale candidata al ruolo di cavaliere bianco.

A tal proposito Vita è stato chiaro: "Se il Governo ha trovato una soluzione per creare una bad bank e c'è da risolvere un problema minore, che è quello della parte buona della banca, questa può essere una soluzione". "La situazione cambia da un giorno all'altro, è un work in progress".

C'è un nuovo nome che circola nel complicato rebus delle banche venete, attualmente in mano per il 97% al Fondo Atlante ma che sono alla ricerca di un compratore che riesca a risistemarle definitivamente. In questo contesto fluido il Tesoro continua a lavorare a una ricapitalizzazione precauzionale, cercando gli 1,2 miliardi di capitali privati chiesti dalla Ue.

Allo studio c'è infatti una replica della soluzione adottata per le quattro good bank mandate in risoluzione nel novembre 2015, con la separazione dei crediti deteriorati, la sterilizzazione dei rischi legali, la vendita di alcuni asset e importanti esuberi (si parla di 4 mila su 11 mila dipendenti), per i quali lo Stato si farebbe carico di un rifinanziare il fondo esuberi di settore. Un monito a non investire soldi privati nei salvataggi bancari è arrivato dalla Consob.

A confermare la disponibilità di Unicredit è stato il presidente Giuseppe Vita, che a margine di un evento a Milano ha dettato una precisa condizione per l'intervento della banca in una qualche ipotesi di salvataggio. A che prezzo? La risposta e' complessa e ovviamente dipende da come verrebbe strutturata l'operazione - se per esempio si tratta di un take over completo o solo delle good bank - ma semplificando il piu' possibile ci sarebbero due strade: un aumento di capitale da 2,5 miliardi o un taglio del 90% al dividendo 2017.