Papa: don Mazzolari e don Milani preti scomodi e non clericali

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Terminata la preghiera alla tomba di don Mazzolari il Papa riceverà il saluto del vescovo di Cremona, dopo il quale terrà il proprio discorso, che si concluderà con la recita del Padre Nostro e la benedizione.

Papa Francesco è atterrato intorno alle 9 nel campo sportivo di Bozzolo, prima tappa del suo pellegrinaggio in forma privata e non ufficiale a Bozzolo (provincia di Mantova e diocesi di Cremona) e Barbiana (provincia e diocesi di Firenze), per pregare sulle tombe di don Primo Mazzolari e di don Lorenzo Milani.

"Apprendere, conoscere, sapere, parlare con franchezza per difendere i propri diritti erano verbi che don Lorenzo coniugava quotidianamente a partire dalla lettura della Parola di Dio e dalla celebrazione dei sacramenti, tanto che un sacerdote che lo conosceva molto bene diceva di lui che aveva fatto 'indigestione di Cristo'". Francesco ha poi ringraziato "quanti, specialmente sacerdoti, mi accompagneranno con la loro preghiera". "Tante cose venivano... ma voi avete pazienza, non vorrei lasciare da dire tutto quello che vorrei dire su don Primo Mazzolari". La Lettera a una professoressa è stata assunta come il vangelo della pedagogia moderna e futuribile ed è stata usata come una clava per tacitare ogni tentativo di opposizione alle cosiddette riforme che hanno demolito la scuola pubblica e l'università da Luigi Berlinguer ad oggi.

Le persone partecipanti all'incontro hanno altresì rivolto un appello al Senato affinché sia finalmente definitivamente approvata la legge che riconosce l'ovvia realtà che chi nasce e cresce e vive in Italia è italiano.

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"Don Mazzolari non è stato uno che ha rimpianto la Chiesa del passato, ma ha cercato di cambiare la Chiesa e il mondo attraverso l'amore appassionato e la dedizione incondizionata", ha ricordato il Papa, a commento della prima immagine usata nel discorso tenuto a Bozzolo: il fiume. "Come educatore e insegnante egli ha indubbiamente praticato percorsi originali, talvolta, forse, troppo avanzati e, quindi, difficili da comprendere e da accogliere nell'immediato". Al suo arrivo a Bozzolo le campane della chiesa del paese hanno suonato a festa.

A Barbiana, don Lorenzo diviene Priore nel 1954. Si definisce la scuola quale "strano ospedale che cura i sani e manda via gli ammalati" e si valorizza la dimensione della relazione educativa che anima la vocazione pedagogica. "Per questo - commenta Stefania Falasca su Avvenire - la visita 'riservata' voluta da Francesco a Bozzolo e Barbiana non rientra nel protocollo di un omaggio formale né in un gesto di riabilitazione dei caduti, ma è un atto di resipiscenza profonda, perché è la Chiesa qui a ricapitolarsi. Talmente da renderli disposti per amore di Cristo e come Cristo anche a soffrire le offese e le ingiurie di quegli stessi apparati del conformismo clericale che non hanno sopportato il dono della libertà dei figli Dio, il dono con cui il Mistero stesso ha reso preziosamente uniche le loro vite, a beneficio di tutti".