Calciomercato Milan - Fassone fissa il prezzo di Donnarumma!

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Anche la colpa attribuita al Milan di aver reso pubblici tutti i passaggi, causa qualche perplessità: dovrebbe essere interesse di entrambe le parti che le trattative siano trasparenti e senza zone d'ombra.

Al momento non trapela nessuna notizia riguardante l'incontro tra Raiola e i giornalisti di Sky, Mediaset e Rai. Avevo garantito alla società che non saremmo partiti a zero, pensavo fosse sufficiente a tranquillizzare, ma non è stato capito. Ma andiamo con ordine. "Lui è triste, ma dovevamo mettere fine a questa situazione che era diventata insostenibile, per lui, per la famiglia, e anche per il Paese".

Quanto al rischio che Donnarumma possa stare fermo un anno, il procuratore ammette che "il rischio c'è, è un rischio importante". Non volli ascoltarlo. Mi disse che aiutava il padre a tempo perso nella pizzeria (poi diventata ristorante di lusso), studiava giurisprudenza, parlava già tre lingue e che prima o poi avrebbe sfondato nel calcio come talent scout. Si poteva fare senza danneggiare la società, andandosene così ha fatto un danno di 100 milioni al Milan. La clausola rescissoria? Non è stato affrontato seriamente il discorso. In futuro potrà ricapitare di fare affari con lui.

Sulla gestione sbagliata di un top player come Donnarumma, Raiola dice che "secondo me sì è stata sbagliata". Sbugiardandosi da solo senza neanche accorgersene. Si firmava a ottobre, dicembre: che fretta c'era? E perché no il piacere di vedersi stimati anche per il rispetto nei confronti del proprio club. Oggi sono uscite diverse interviste che aggiungono ulteriori elementi a questa storia: una al procuratore di Donnarumma, Mino Raiola, e due all'amministratore delegato del Milan Marco Fassone. Peraltro, non ci risulta che Raiola abbia chiesto alla Juventus di procrastinare il rinnovo di Paul Pogba: infatti il francese rinnovò (a ingaggio triplicato, ma inferiore a quello offerto dal Milan a Donnarumma) nell'ottobre del 2014, 18 mesi prima della scadenza del suo contratto. Cosa che naturalmente il Milan non potrà fare, a vantaggio di chissà chi.

Proseguiamo. Raiola su "La Gazzetta dello Sport" afferma: "Gigio non ha mai avuto pretese economiche". Lo striscione sotto la sede non è stato rimosso, così come non gli è mai stata espressa solidarietà. Perché nessuno è andato a levarlo? Se Gigio va all'estero non è un danno per il calcio Italiano. Minacciarlo di non farlo giocare per un anno per me è mobbing. Per sé e per il suo assistito'. La dirigenza rossonera, giocando di anticipo e mettendo in piazza tutto, a partire dalle cifre (5 milioni netti per 5 anni) e dal viaggio monegasco a casa di Raiola, ha bruciato le trame di Mino, lo ha semplicemente anticipato.