Boschi ancora in fiamme

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L'incendio è scoppiato nell'area boschiva del Pedrogao Grande, anche da comprendere le cause che hanno portato a un rogo di simile portata.

Continua drammaticamente ad aggravarsi il bilancio delle vittime del violento incendio di Pedrogao Grande.

"In questo momento abbiamo la conferma di tanti, troppi morti", ha detto il segretario di Stato del ministro dell'Interno, João Gomes. Con il passare delle ore il conto delle vittime è salito a 62 di cui 4 bambini.

La polizia esclude il dolo e sarebbe stato probabilmente un fulmine a causare il rogo.

Secondo le autorità locali, 16 persone hanno perso la vita carbonizzate nelle loro auto e altre tre a causa dell'inalazione di fumo.

Nelle operazioni di soccorso sono impegnati oltre 700 vigili del fuoco e 190 mezzi per spegnere le fiamme. Le vittime sono in gran parte automobilisti rimasti bloccati dalle fiamme lungo la strada che collega Figueiro dos Vinhos a Castanheira de Pera. Al momento i feriti sarebbero una cinquantina, 14 dei quali in gravi condizioni. Le alte temperature e il forte vento hanno contributo alla rapidissima diffusione dell'incendio. Intervenuto nel corso della giornata di ieri anche il Ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano, il quale ha espresso profondo cordoglio per le tante vittime del tragico incendio che ha colpito il Portogallo ed ancora ha aggiunto che l'Italia è vicina al popolo ed al governo portoghese, pronta a dare tutto il supporto possibile, qualora fosse necessario. Famiglie intere sono morte così. Aerei antincendio spagnoli, francesi e italiani sono arrivati per aiutare nel quadro del meccanismo europeo di protezione civile attivato su richiesta di Lisbona. Questa notta sul posto si è recato anche il capo dello Stato, Marcelo Rebelo de Sousa. Il premier Antonio Costa ha chiesto agli abitanti di rispettare gli ordini di evacuazione, poiché alcuni fanno resistenza ad abbandonare le loro abitazioni.