Russiagate, Comey "inguaia" Trump ma lui si sente scagionato

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Il Russiagate potrebbe aprire la via dell'impeachment per Donald Trump. Il presidente ha anche ostruito il corso della giustizia?

La deposizione dell'ex capo dell'Fbi al Senato James Comey sulle pressioni subite nel Russiagate non allenta le tensioni su Donald Trump, responsabile del suo licenziamento.

In una telefonata del 30 marzo, infine, il presidente descrisse l'indagine sulla Russia come una "nuvola" che gli stava impedendo di agire e chiese a Comey, secondo il racconto dell'ex direttore dell'Fbi, cosa potesse fare per "rimuovere la nuvola". Ma gli indici di gradimento del presidente in questi giorni oscillano fra il 35 e il 40%. Inoltre, Kushner dovrà spiegare i suoi contatti con alcuni funzionari russi che, si sospetta, avevano l'obiettivo di instaurare un canale di comunicazione riservato, diretto e segreto tra Donald Trump e Vladimir Putin, durante il periodo di transizione tra l'amministrazione Obama e quella attuale. Quello di oggi, postato alle sei del mattino ora locale, è il primo tweet di Trump sulla testimonianza di Comey ieri in Senato. L'ex tycoon avrebbe cercato di insabbiare le indagini, chiedendo all'Fbi di interrompere ogni accertamento sul consigliere nazionale Michael Flynn. Comey ha raccontato di aver rifiutato di promettere alcuna interruzione dell'inchiesta. È quella quella di essere stato "un bugiardo": "L'amministrazione ha semplicemente mentito, ha deciso di diffamare me e l'Fbi" per giustificare la mia cacciata, si sfoga Comey.

La Casa Bianca, infatti, ha prima sostenuto che Comey è stato licenziato solo perché é stato il viceministro della Giustizia, Rod Rosenstein, a suggerirlo al presidente in un memorandum in cui gli avrebbe fornito gli elementi legale per farlo fuori. Una pista che durante gli incontri privati aveva definito a Comey, nella ricostruzione dell'ex direttore dell'Fbi, come una "nube" che andava sollevata sulla sua abilità di governare. Comey testimonierà di non aver dato nessuna garanzia al riguardo, così come non ha detto o fatto trasparire nulla quando Trump, in un altro incontro, gli ha chiesto lealtà, "Ho bisogno di lealtà, pretendo lealtà". Una sessione a parte chiuse delle audizioni è avvenuta nel pomeriggio.

Forse anche in buona fede c'é stata e ci sarà ancora una forte tendenza a gestire la Casa Bianca come un business.

Comey ha ammesso che la sua preoccupazione lo spinse, attraverso un amico professore, a una fuga di notizie alla stampa sugli incontri con Trump al fine di stimolare la nomina di un procuratore speciale per fare luce sul Russiagate, poi verificatasi nella figura di Robert Mueller.