Esplosione a Milano, condannato allʼergastolo Giuseppe Pellicanò

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Per lui è stata anche esclusa l'aggravante dei futili motivi, ma non è bastato a salvare dalla massima pena l'uomo. Pellicanò, presente in aula, è scoppiato in lacrime durante la lettura.

Milano, 19 giu. - Giuseppe Pellicanò, accusato di devastazione e strage per l'esplosione di una palazzina in via Brioschi a Milano, è stato condannato dal gup Chiara Valori all'ergastolo.

Pellicanò e Masella erano da tempo in crisi anche se continuavano a vivere insieme e il 'movente' della strage, secondo le indagini, fu la "depressione" di fronte alla prospettiva di una sepazione. Pellicanò è stato considerato capace di intendere e volere al momento del fatto.

"I nostri ragazzi, vittime indirette di un conflitto maturato in un circuito domestico di cui erano totalmente estranei, sono innocenti in senso assoluto", avevano scritto i genitori di Riccardo e Chiara in una lettera ai giudici, scritta "in quanto coinvolti in una vicenda assurda e sanguinosa, che ci lascia distrutti e sgomenti".

Disposta anche la decadenza della podestà genitoriale per l'uomo. Lo ha deciso il gup di Milano, che non ha riconosciuto alcun vizio parziale di mente all'imputato, come invece richiesto dal pm Elio Ramondini.

Il Tribunale dei Minorenni gli aveva già tolto le sue due bambine, 7 e 11 anni, entrambe rimaste gravemente ustionate dall'esplosione, affidandole ai nonni materni. La provvisionale, il giudice rimanda comunque a un giudizio in sede civile, è di 350 mila euro per ciascun genitore di Micaela, 400mila euro per ognuna delle due bimbe, 160 euro per la sorella della giovane mamma.

Provvisionali per circa 1,5 milioni di euro, invece, sono andate complessivamente ai familiari dei due fidanzati marchigiani.

I dettagli della sentenza saranno resi noti tra 60 giorni, quando saranno depositate le motivazioni. Il pubblicitario dovrà risarcire anche i vicini di casa, che hanno visto i loro appartamenti danneggiati, con somme che si aggirano intorno ai 3mila euro.