Consip, indagato il presidente Luigi Ferrara

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Dopo le dimissioni, dovute anche all'insistente pressing del Partito Democratico e arrivate insieme a quelle della consigliera Marialaura Ferrigno, Ferrara si ritroverebbe adesso iscritto sul registro degli indagati: avrebbe fornito false informazioni ai pubblici ministeri. Decade l'intero board della società controllata dal Mef. Secondo indiscrezioni invece l'ad Marroni sarebbe deciso a non lasciare la guida della Centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, nonostante la decisione del presidente e della consigliera faccia decadere il consiglio di amministrazione. Accuse che però il diretto interessato ha sempre respinto. Ci sfugge un particolare: se ritengono Marroni non degno di rimanere ai vertici dell'azienda, perche', invece, il ministro dello Sport, Luca Lotti, accusato di aver sabotato l'inchiesta e indagato per rivelazione di segreto, deve rimanere al suo posto?

Parallelamente procede l'inchiesta della magistratura che ha sentito tanto il presidente Ferrara che l'ad Marroni; quest'ultimo aveva detto di aver saputo di esser stato intercettato da varie persone, tra cui il ministro Luca Lotti. Adesso, secondo quanto si apprende, dovrà essere convocata a breve l'assemblea per la nomina dei nuovi vertici. "È pacifico - ha spiegato il senatore di 'Idea' Andrea Augello, che considera la sua mozione valida e non certo decaduta - che fino all'assemblea degli azionisti il dottor Marroni rimane in carica, non avendo presentato le dimissioni". "Abbiamo calendarizzato la discussione martedì mattina alle 11". L'alto dirigente nel corso dell'interrogatorio, reso venerdì scorso ai magistrati romani, avrebbe cambiato la versione dei fatti, fornita inizialmente in qualità di testimone. "Sarà quello il momento - ha osservato il presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso - per capire come andare avanti". Il leader della Lega si dice "assolutamente contrario" alle eventuali dimissioni di Marroni.