Caso Donnarumma: perché le dichiarazioni di Mino Raiola non sono convincenti

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In un passaggio della lunga chiacchierata concessa ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Mino Raiola ha raccontato l'ormai celebre episodio che spinse Gigio Donnarumma a rifiutare l'Inter pur di andare al Milan, sua squadra del cuore: "Inizialmente era convinto di restare al Milan, anche perché ricordo che a 14 anni scelse lui questi colori, dopo i contatti con l'Inter, nonostante la sua famiglia lo sconsigliasse dopo la delusione per la cessione del fratello Antonio". Ci amareggia se la scelta sua, o del suo procuratore, ha provocato reazioni simili. Quello che però a me dispiace che di fianco alla legittimità c'è sempre la etica. Per il momento, evidentemente, su una cosa il Milan e Raiola si trovano d'accordo: nel ribadire con forza che non era un problema di soldi. Con risultati migliori avrei anche capito la decisione, ma non ha avuto grandi vantaggi.

Sull'ambiente: "Tutti hanno visto l'amore dei tifosi per Gigio". Ci appare strano che Raiola con il suo italiano forbito e la sua infinita cultura non abbia appreso il semplice senso di uno striscione a lui riferito! Bastava che ci dicesse di non voler rimanere, avremmo rinnovato con una clausola ragionevole. Gigio aveva messo in conto questa cosa, le critiche fanno parte del gioco.

Sui tempi: "Fin dall'inizio ho detto a Raiola che non vogliamo iniziare la stagione con giocatori in scadenza di contratto". "Non abbiamo bisogno dell'elemosina di qualcuno che ci porta 20 milioni, Donnarumma vale molto di più - dice Fassone -". E se fosse arrivato il club più importante del mondo, anche questa estate, avrebbe dovuto pagare al Milan questa cifra. Dobbiamo cautelarci. Hanno avuto due mesi per pensarci. Se sarà giudicato per le sue qualità di sicuro non perderà l'anno, se invece ci sono altre situazioni che costringono l'allenatore a prendere certe decisioni allora forse lo perderà. Anche la colpa attribuita al Milan di aver reso pubblici tutti i passaggi, causa qualche perplessità: dovrebbe essere interesse di entrambe le parti che le trattative siano trasparenti e senza zone d'ombra.

Su Mirabelli: "Se l'obiettivo di Raiola era dire che ci sono due Milan, respingo il tentativo al mittente perché tra noi c'è piena sintonia".