Serbia, la lesbica Brnabic diventa premier. Mossa di Vucic per

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Considerato un Paese di conservatori e nazionalisti, patriarcale e omofobo, la Serbia spiazza tutti e si prepara ad avere per la prima volta alla guida del governo un premier molto atipico per la regione: donna e omosessuale. Comunque la si veda, la scelta di Ana Brnabić, prima donna e lesbica dichiarata a essere incaricata di formare il governo in Serbia, continua a far discutere e non sembra essere piaciuta a tutti, a Belgrado. Il problema, almeno secondo quanto ha rivelato ieri il ben informato quotidiano belgradese Blic, è che i mal di pancia non sono forti solo tra i ranghi di Serbia Unita.

Nata a Belgrado nel 1975, Brnabic è esperta di economia e management con un master in marketing della Hull University britannica, e ha un'esperienza di oltre dieci anni in attività con organizzazioni internazionali, fondi di investimento stranieri, enti locali, operando sia nel settore pubblico che in quello privato. Ana Brnabic, ha osservato, ha l'energia, le qualità e la preparazione per portare avanti il programma di governo, proseguire nelle riforme necessarie al Paese, progredire sulla strada dell'integrazione europea e continuare a migliorare l'immagine internazionale della Serbia. Ana Brnabic è "la migliore soluzione" come premier, ha dichiarato ieri il presidente Vucic in una conferenza stampa straordinaria tenuta a Belgrado. Hanno esultato le organizzazioni che si battono per i diritti delle persone omosessuali in Serbia, "il presidente ha scritto una nuova pagina nella storia della democrazia serba", hanno spiegato dopo la nomina di Ana Brnabic, che verrò sottoposta al vaglio del Parlamento nei prossimi giorni, prima del 23 giugno, data in cui si svolgerà la cerimonia di insediamento ufficiale del presidente Aleksandar Vucic. Molto diversa la reazione del movimento ultranazionalista e omofobo 'Dveri', il cui leader Bosko Obradovic si e' chiesto se si sia trattato di una scelta di Vucic o piuttosto dell'Occidente. La stessa Brnabic, che non appartiene ad alcuna fazione politica, di recente ha dovuto ammettere che il presidente è un suo "mentore", ruolo che "avrà sicuramente nei primi mesi" del suo mandato di primo ministro. Ma c'è chi sostiene che il suo sarà solo un incarico di facciata.