La ministra Fedeli finisce in infermeria durante la discussione sullo Ius Soli

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A un tratto, irrompendo al tavolo del governo, qualcuno ha spinto il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli.

Una presa di posizione che suscita le ire del senatore Roberto Calderoli, vice Presidente del Senato e Responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord.

Il Senato accelera sullo ius soli tra le proteste della Lega che costringono addirittura il presidente Pietro Grasso a espellere un senatore del Carroccio (scelta poi revocata) e a far portare fuori dall'Aula il capogruppo Centinaio. Le Forze dell'ordine hanno dovuto adoperarsi per impedirne l'ingresso, mediante l'utilizzo di idranti. Il percorso tuttavia non sembra semplice: il ddl è infatti bloccato da oltre ottomila emendamenti, di cui 7700 presentati dalla Lega Nord: l'esame è fermo da oltre un anno e la commissione Affari costituzionali non è riuscita a esaminare la legge. Secondo alcuni esponenti del Pd la ministra, seduta nel banchi del governo, quelli più vicini alla Lega, si è fatta male dopo essere stata spinta. "E' stato un po come Fort Alamo, ho resistito fino alla fine...", rivendica con i giornalisti.

Portata in infermeria, è stata medicata con cerotti e antidolorifici.

"Sto bene, grazie a tutte e a tutti. Non saranno i tentativi di sopraffazione a fermare una battaglia di civiltà come lo ius soli", twitterà per rassicurare, dopo aver ricevuto la solidarietà di Matteo Renzi. Ma la discussione ha avuto un inizio decisamente brusco. "Ecco perché facciamo appello al senso di responsabilità di tutte le forze politiche affinché mettano da parte - sottolinea Furlan - le divisioni e diano finalmente al Paese ed ai figli d'immigrati nati e/o cresciuti in Italia il diritto di essere considerati definitivamente italiani". E l'astensione confermata dal MoVimento Cinque Stelle, che in Senato vale come voto contrario.