Ius Soli Legge, Grillo: "Pastrocchio invotabile"

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Il premier Paolo Gentiloni invece ha commentato che "è arrivato il tempo di poter considerare a tutti gli effetti questi bambini come cittadini italiani. Glielo dobbiamo, è un atto doveroso e di civiltà". Il problema è che le elezioni non si vincono grazie agli adepti (quelli non bastano per arrivare al 40%), alla rabbia, continuando a puntare sull'istinto dell'elettorato tralasciando la testa, ma tramite i voti di cittadini che decidono su quale simbolo apporre la propria X in base a ciò che vedono, ai programmi, alla capacità di un partito di convincere nei momenti più importanti, sulle decisioni che contano. "L'Italia è un fatto importantissimo, ma proprio per questo abbiamo la forza di aprirci e estendere la cittadinanza a tanti bambini che ne hanno diritto".

Caos al Senato con Valeria Fedeli che è rimasta coinvolta nel marasma generale che si è venuto a creare durante la discussione sullo ius soli, con il ministro dell'Istruzione che è stata costretta a ricorrere alle cure mediche dopo essere stata spintonata in maniera violenta.

"Sullo ius soli - ha ribadito - il Movimento 5 stelle si è astenuto alla Camera e come annunciato altrettanto farà, con coerenza, al Senato. Trattasi non di legge, ma di pastrocchio invotabile" ha sottolineato il garante pentastellato sul blog. "Mi auguro che il Parlamento lo faccia presto nelle prossime settimane". "Non parlarne e lasciare tutto come è, blaterando di xenofobia e populismo, conviene soltanto ai partiti che con le cooperative dell'immigrazione ci hanno lucrato per anni", scrive Grillo. Quindi un provvedimento monco che deve essere corretto per essere giusto nei confronti di tutti.

Non solo. Per ottenere la cittadinanza è necessaria una dichiarazione di volontà in tal senso, espressa entro il compimento della maggiore età dell'interessato, da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale all'ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, da annotare a margine dell'atto di nascita.