Fca, Marchionne: "Il mio successore? Non sarà una superstar"

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"Abbiamo un gruppo ampio" di manager che "stiamo analizzando, è giunto il momento di farlo". Nonostante ciò, l'amministratore delegato del gruppo Sergio Marchionne, a margine del workshop annuale del Consiglio per le relazioni Italia-Stati Uniti tenutosi a Venezia, ha dichiarato che il caso dieselgate negli USA non comporterà conseguenze per il gruppo FCA ed i suoi piani di sviluppo. Marchionne riepiloga così la situazione storica dell'Italia automobilistica, vista dalla Fiat, che nel 2013 aveva il 40% della forza lavoro in cassa integrazione mentre oggi, a parte i contratti di solidarietà, il resto degli operai lavorano alla produzione. "No, per favore". ha scherzato poi con i giornalisti che gli chiedono se sia possibile che resti alla guida del gruppo anche dopo il 2019 a causa della situazione internazionale complessa. Non solo, si pensa già anche ai dettagli. Siamo molto più vicini al business model degli altri.

Quanto al suo successore, "certo, che è un problema mio, c'ho messo una vita".