Banche venete verso il salvataggio senza bail in, ma ecco chi paga

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In una nota del Mef si legge che Pier Carlo Padoan "In relazione all'andamento delle discussioni in corso su Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, la soluzione è ormai prossima e le interlocuzioni con le istituzioni europee sono incoraggianti". Padoan ha anche ribadito che la soluzione "non contemplerà alcuna forma di bail-in e che obbligazionisti senior e depositanti saranno in ogni caso pienamente garantiti".

"Rilevanti e rapide cessioni di crediti deteriorati possono essere la soluzione solo qualora sia a rischio la stabilità della banca (.) Vanno evitate politiche generalizzate di vendita, che condurrebbero di fatto a un indesiderabile trasferimento di risorse a danno delle banche italiane e in favore dei pochi investitori specializzati, in larga misura di origine estera, che operano in regime di oligopolio sul mercato dei crediti deteriorati". Il servizio del Portavoce della Commissione europea ha confermato, oggi a Bruxelles, le assicurazioni date in una nota dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, riguardo alla soluzione in vista per le due banche venete in crisi che, con l'accordo di Bruxelles, usando il meccanismo del "burden sharing" non comporterà perdite per i detentori di obbligazioni senior e per i depositanti. Ci sono state anche indiscrezioni di incontri separati a Palazzo Chigi tra il Paolo Gentiloni e gli Ad di Unicredit e Intesa, Mustier e Messina. "Non è un tema all'ordine del giorno ma penso se ne parlerà", ha detto il presidente, Gian Maria Gros-Pietro. Tanto che il cda di ieri mattina della Popolare di Vicenza, svoltosi lungo l'arco di tre ore nella città berica, si è concluso in un clima "rilassato e fiducioso". "Ogni decisione dipende dalle condizioni che saranno poste dalle autorità europee: la Commissione europea per quanto riguarda la concorrenza e la Bce per quanto riguarda la ricapitalizzazione".

Il debito è il motore dell'economia ed intervenire in questo modo sarebbe come togliere ossigeno a tutti quegli imprenditori che fanno affidamento sui prestiti ricevuti dalle due banche; da qui, si innescherebbe la chiusura di un numero importantissimo di piccole e medie aziende, ovvero quelle che caratterizzano il tessuto industriale del nord-est ma anche italiano (le piccolissime, piccole e medie imprese costituiscono circa il 95% del tessuto indistriale italiano). "Francamente non ne so niente, non ci hanno mai convocati". La Fondazione Cariplo ha invece richiamato la memoria al suo impegno nel fondo Atlante, in cui ha versato già 538 milioni.