Gb, May raggiunge accordo "di massima" con DUP per governo

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Città del Messico - La cancelliera tedesca Angela Merkel come suo solito si arroga il diritto di fare dichiarazioni e di rappresentare da sola l'intera unione europea.

Al contrario Jeremy Corbyn, in un'intervista esclusiva al Mirror, dice che "Posso ancora essere primo ministro". La ministra dell'Interno Rudd salva il suo seggio per un pugno di voti.

Fuori l'Ukip rimasto a bocca asciutta, il suo leader si dimette. Finisce il dominio Snp in Scozia e il referendum si allontana. Sterlina in forte calo. Dall'altra parte, con una Brexit 'soft' potrebbe seguire un percorso negoziato, più morbido, al limite simile a quello della Norvegia, che è un membro del mercato unico e deve accettare la libera circolazione delle persone. Questo è il primo commento del presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani. Lo riporta SkyNews citando fonti del partito conservatore. "Sciocchezze del Mail on Sunday, io sostengo Theresa May, andiamo avanti con il lavoro" scrive su Twitter il ministro degli Esteri britannico replicando a un articolo del quotidiano britannico secondo cui lo stesso Johnson sarebbe pronto a prendere il posto di Theresa May a Downing street. Ha assicurato infine che il Labour insisterà nella sua battaglia ed è orgoglioso dello slogan: "Per i molti, non per i pochi". In tutto 46.9 milioni di elettori si erano registrati per prendere parte al voto di ieri, mezzo milione in più rispetto ai 46,4 milioni delle elezioni del 2015. Fermi a 316 i conservatori, quindi al di sotto della soglia della maggioranza assoluta, fissata a 326. Probabilmente questo significa che una "hard Brexit" è diventata meno probabile, ma non che la follia della Brexit sia finita. "La ragione della nostra delusione non è il mancato sostegno a Theresa May e ai conservatori - si legge nella lettera pubblicata sul sito dei Tory -". Dopo un colloquio di circa quindici minuti con la Regina Elisabetta II, Theresa May si è detta pronta a formare un nuovo governo e a portare avanti il piano per l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. La premier, dopo la battuta d'arresto del voto di giovedì, ha espresso dispiacere, ma ha rifiutato di ammettere che il suo azzardo elettorale si è rivelato un boomerang.

Evidentemente la leader dei conservatori, partito che ha ottenuto solo 314 seggi dei 650 in ballo alle elezioni generali indette anticipatamente dalla stessa May, è convinta di poter ottenere l'appoggio del partito Unionista Democratico dell'Irlanda del Nord (DUP). Anche per colpa dell'inattesa resurrezione del Labour di Jeremy Corbyn, risalito a sua volta oltre il 40%. Rispetto alle ultime elezioni, hanno perso 13 seggi. Una frase che tutti gli osservatori in studio hanno interpretato come un benservito. Stavolta si dovranno accontentare di 32, secondo le proiezioni e i primi risultati, avendone persi diversi a vantaggio di Conservatori, Laburisti e Liberaldemocratici.