La Turchia impedisce all'Italia di incontrare Del Grande

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Ci si attendeva un'espulsione dalla Nazione di Erdogan in pochi giorni, invece il regista del documentario "Io sto con la sposa" è detenuto in isolamento in un centro di identificazione e di espulsione. Del Grande è stato fermato nella provincia di Hatay, al confine con la Siria, zona in cui - secondo le autorità turche - non è consentito l'accesso.

"Ho in fase di lavorazione un contatto mio personale e diretto con il Governo turco, per fargli capire chiaramente qual è il livello di attenzione del nostro Paese su questa vicenda". E che a noi tutti rimanda all'Egitto in cui ha perso la vita Giulio Regeni. Non è tollerabile che un giornalista italiano venga fermato per giorni senza alcuna imputazione dalla polizia di uno stato che tra l'altro è anche nostro alleato della NATO. "Sentiamo la Farnesina ogni giorno e chiediamo che il console e un avvocato vadano a trovarlo" al più presto.

Privato del cellulare e i documenti, in regola, Gabriele Del Grande non ha ricevuto nessuna accusa ufficiale, ma tramite un messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook, fa sapere che è stato arrestato da oltre due settimane per il suo documentario, che sta girando in Turchia, sebbene l'accusa non sia stata formulata. La sua avvocata, intervistata da ilfattoquotidiano.it, ha spiegato che mentre parlava era sorvegliato da quattro guardie. Ho subito ripetuti interrogatori al riguardo. Finanziato con il crowdfunding, il film è stato presentato alla 71ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia, sezione Orizzonti.

Eppure proprio gli Stati Uniti ieri ci hanno dato una dimostrazione che le inchieste scomode premiano e vanno premiate, riconoscendo il premio Pulitzer al Consorzio internazionale di giornalismo investigativo per l'inchiesta sui Panama Papers.

Il ministero degli Esteri si era già attivata per il rilascio, fornendo anche delle informazioni rassicuranti sul buon esito delle trattative con il governo di Ankara. Da giorni, infine, Gabriele Del Grande si trova in stato di fermo, sempre in attesa di essere rilasciato. La Farnesina, in stretto raccordo con l'Ambasciata d'Italia ad Ankara e il Consolato a Smirne, continua a seguire il caso con la massima attenzione al fine di favorire una rapida soluzione della vicenda. Ad illustrarle, in una conferenza stampa al Senato è il presidente della Commissione per i Diritti umani Luigi Manconi.

Il documentarista Gabriele Del Grande è ancora trattenuto in Turchia, dopo il fermo predisposto dalle autorità locali lo scorso 9 aprile.

Originario di Lucca, 35 anni, Del Grande scrive da anni di migrazioni e naufragi nel Mediterraneo sul suo blog Fortress Europe.