Ferrara. Inchiesta Carife altri 33 indagati, in totale sono 54

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L'istituto di credito bresciano, così come Banca popolare di Bari, Banca popolare di Cividale e Cassa di Risparmio di Cesena, era finito all'attenzione degli investigatori di Ferrara per la formazione ritenuta fittizia del capitale di Carife - 150 milioni di euro - ottenuta anche attraverso la reciproca sottoscrizione di azioni avvenuta nel 2011 tra le 5 banche finite poi sotto inchiesta. A luglio 2016 la Gdf aveva effettuato perquisizioni nella sede Carife e in quella di una società controllata, oltre che nei quattro istituti partecipanti all'aumento di capitale.

Erano già 21 gli indagati, nelle ultime ore se sono aggiunti altri 33: in tutto, ben 54 persone.

Sale così a 54 il numero delle persone coinvolte nelle indagini sul crac della Carife a seguito dell'aumento di capitale del 2011.

Per completare l'operazione di aumento del capitale, in cui Carife aveva coinvolto anche 30 mila risparmiatori, mancavano 22,8 milioni di euro, recuperati attraverso la cessione di azioni a Banca Valsabbina per 10 milioni, a Popolare di Cividale per 2,058 milioni, a Cassa di Cesena per 6 milioni e a Popolare di Bari per 4,037 milioni.

"La decisione di investire per acquisire una partecipazione di Cariferrara in aumento di capitale fu infatti presa con l'obiettivo di rafforzare il rapporto con un partner di business interessante (ricordiamo che nel 2011 Banca Valsabbina aveva acquistato da Cariferrara il Credito Veronese) sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili all'epoca, che presentavano Cariferrara come una realtà in fase di rilancio".