Un cuore contro il tumore al seno

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E' ormai da qualche giorno che Facebook è stato riempito con dei cuori rossi, condivisi senza alcuna spiegazione o didascalia sulle bacheche di centinaia di donne. Insomma, si tratta di una campagna social sulla prevenzione nella lotta contro i tumori al seno.

Ecco il testo del messaggio: "Ciao, puoi mettere un cuore sulla tua bacheca, senza commenti, solo un cuore, poi invia questo messaggio ai tuoi contatti femminili, dopo aver messo un cuore sulla bacheca della persona che ti ha inviato questo messaggio".

Quante poi, dopo avere postato, hanno fissato un controllo?

Scopo lodevole, insomma, anche se sull'efficacia c'è da dubitare. Questo tipo di campagne di sensibilizzazione non vanno bene: i tumori al seno, che colpiscono una donna su otto, non si evitano con un click o con un copia e incolla. Ma, come ammonisce anche l'AIRC, non sarà di certo un cuore in bacheca a salvarci dal cancro.

Celato dalla solita gentilezza e pacatezza che da serpe contraddistingue l'operato della Airc, il messaggio è dunque chiaro e lampante: parlare di cancro su Facebook non è un'eresia e nemmeno un'attività inutile o controproducente, purché lo si faccia nel modo corretto e senza cadere vittime di quella superstizione e di quel conformismo estetico sui quali la patologia è riuscita a costruire il suo terreno più fertile per secoli. Un'alimentazione ricca di grassi animali e povera di frutta e verdura, il fumo e una vita sedentaria. Come se non bastasse, è fondamentale sottoporsi a una visita ginecologica ogni anno dai 30 ai 40 anni, a degli esami specifici in caso di familiarità e a una mammografia ogni due anni dai 50 ai 70 anni.