Codice Etico Movimento 5 Stelle

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"La svolta garantista dei grillini è durata soltanto poche ore".

Il primo punto del codice stabilisce che un eletto deve condurre una condotta leale e ispirata alla correttezza, onestà, disciplina e buona fede avendo rispetto per la Costituzione Italiana. "Non ci sono mai stati automatismi". Il primo a ironizzare sulla novità è il presidente della Regione, Stefano Bonaccini: "Fantastico Grillo, l'avviso di garanzia diventa condanna preventiva solo per chi decide lui". L'ex pm di Mani Pulite non ha dubbi: "Condivido il nuovo codice etico, perché l'avviso di garanzia vuol dire tutto e non vuol dire niente, così come è troppo e troppo poco collegare ad un procedimento penale la credibilità di una persona". L'arrivo di avvisi di garanzia deve essere obbligatoriamente comunicato ai vertici del Movimento, ma le valutazioni su eventuali sanzioni da adottare è affidata alla discrezionalità del garante del Movimento, cioè lo stesso Grillo, e al collegio dei probiviri, composto dalla senatrice Nunzia Catalfo e dai deputati Carlo Fraccaro e Paola Carinelli.

"I portavoce (del M5S, ndr), quando ne hanno notizia, hanno l'obbligo di informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito (con comunicazione da inviare al link www.movimento5stelle.it/contattaci.php), dell'esistenza di procedimenti penali in corso nei quali assumono la qualità di indagato o imputato nonché di qualsiasi sentenza di condanna".

A questo proposito Taradash ricorda le vicende del sindaco di Livorno, Nogarin, che "non appena ricevette l'avviso di garanzia per concorso in bancarotta fraudolenta fu raggiunto dalla telefonata del leader" che gli assicurava l'appoggio del movimento.

Non piace a Marco Taradash il "codice etico" approvato dal M5S.

A favorire l'interpretazione del codice come passaggio al garantismo è stato però l'atteggiamento aggressivo dei pentastellati verso gli esponenti degli altri partiti coinvolti in inchieste giudiziarie. Dopo questo nuovo strumento, impossibile non pensare che da un momento all'altro possa arrivare qualcosa di giuridicamente pericoloso per la sindaca di Roma Raggi.

Nel post scriptum i Cinque Stelle siglano la pace con il direttore del tg di La7, Enrico Mentana, che non presenterà più querela, e mitigano l'idea dei tribunali del popolo per i media: "Si trattava di una denuncia politica per criticare il sistema mediatico nel suo complesso".

"Grillo vara codice Salva-Raggi come Berlusconi approvò legge Salva-Previti: no automatismi se indagata e iscritti tagliati fuori da decisioni", scrive su twitter il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi.