Sala, sospensione fino a chiarimento accuse

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In un'inchiesta partita nel 2014 per far luce sul cosiddetto "appalto per la piastra" di Expo si farebbe il nome dell'attuale sindaco di Milano Giuseppe Sala che all'epoca era stato prima amministratore delegato e poi commissario unico della società costituita per la realizzazione della kermesse milanese.

"La mia assenza è motivata dalla personale necessità di conoscere, innanzitutto, le vicende e i fatti contestati, pertanto fino al momento in cui mi sarà chiarito il quadro accusatorio, ritengo di non poter esercitare i miei compiti istituzionali": è quanto ha scritto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala nella lettera inviata alla vicesindaco del Comune Anna Scavuzzo, al vicesindaco della Città Metropolitana, Arianna Censi, e al presidente del Consiglio Comunale, Lamberto Berotolè.

Sala non ha parlato con i giornalisti che lo attendevano nel cortile della Prefettura e si è diretto subito verso l'ufficio del prefetto, Alesandro Marangoni. "Pur non avendo la benché minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di sindaco, determinazione che formalizzerò domani mattina nelle mani del Prefetto di Milano". La Procura generale ipotizzerebbe, per il sindaco, il reato di concorso in falso materiale e falso ideologico, secondo quanto scrivono diversi giornali: solo qualche giorno fa il procuratore generale di Milano aveva chiesto la proroga delle indagini sulla piastra di Expo. Non è soltanto ripartita, dunque, ma ha anche già 'accelerato' l'inchiesta milanese sulla cosiddetta 'Piastra dei servizi'.

Le nuove iscrizioni, però, sarebbero state effettuate senza contestuali informazioni di garanzia ai 'nuovi' indagati.

L'elenco degli indagati dell'indagine che sembrava destinata a terminare con un nulla di fatto contava cinque persone: Piergiorgio Baita, Antonio Acerbo, Ottaviano ed Erasmo Cinque e Angelo Paris. L'inchiesta riguarda un appalto nell'ambito dei servizi per l'avvio di Expo, l'evento che nel 2015 ha visto Sala commissario straordinario. In un primo momento, infatti, fonti vicine al sindaco riferivano addirittura della volontà di dimettersi seduta stante tanto grande era l'amarezza del primo cittadino in seguito alle nuove indagini. Il colpo di scena a fine ottobre quando il gip ha respinto la richiesta dei pm e la procura generale ha avocato a sé il fascicolo di indagine.