Camorra, quattro condanne all'ergastolo e due a trent'anni per l'omicidio D'Alpino

Regolare Commento Stampare

Torna in manette Alfonso Chierchia considerato dall'Antimafia un ras dell'omonima famiglia attiva nel rione "Provolera" a Torre Annunziata e vicina ai Gionta. Chierchia, dunque, era anche accusato del tentato omicidio di Russo.

Questa mattina, i carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli su richiesta della Dda. L'omicidio, secondo quanto accertato in sentenza, risulta ascrivibile al clan CHIERCHIA ed è riconducibile alla volontà di CHIERCHIA Alfonso di vendicare l'uccisione di IZZO Patrizio (cognato dei fratelli CHIERCHIA) con il quale aveva avuto dei diverbi concernenti il traffico di droga. L'agguato è stato poi eseguito dagli alleati del clan Birra, da Sannino e Di Dato, con la compartecipazione di Del Lavale che svolse il ruolo di recupero dei killer, agevolandone la fuga.

L'omicidio di Venditto è rientrato nella stretta alleanza tra il clan Chierchia ed il clan Birra-Iacomino.

La sentenza di Condanna e la successiva misura cautelare sono state emesse grazie alle dichiarazioni rese alla giustizia di Franco Sannino, esecutore materiale dell'omicidio che nel febbraio 2016 ha deciso di collaborare con la giustizia, confermando sia il suo ruolo che quello di tutti glia attori della vicenda. Questi ultmi due hanno beneficiato delle attenuanti relative alla collaborazione con la Giustizia.