Gorino, il giorno dopo le barricate anti-migranti: "Non siamo razzisti"

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Viviani ha poi spiegato quelle che, a suo avviso, sono stati gli errori di comunicazione che hanno causato la reazione dei cittadini di Goro. Il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, si vergogna "di questa brutta pagina".

Nel pomeriggio di lunedì erano iniziate le prime proteste dopo che si era diffusa la notizia sull'ordine di requisizione da parte del prefetto di Ferrara di alcune stanze dell'ostello Amore-Natura, per destinarle "all'ospitalità di richiedenti protezione internazionale, assegnati alla Prefettura di Ferrara", con effetto immediato e fino al 28 febbraio 2017 o "fino a nuove esigenze". Dopo le accese proteste, i profughi sono stati trasferiti in altre strutture della provincia.

Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord e parlamentare europeo che ha fatto della questione migranti il cavallo di battaglia delle propria campagna elettorale, ieri ha espresso su Facebook e Twitter la propria solidarietà con gli abitanti di Gorino e le loro barricate, giustificando quindi un comportamento che va contro le direttive statali di accoglienza. E' sciocco (e, da parte di figure istituzionali, molto scorretto) cadere nella facile tentazione di demonizzare la popolazione: non si possono nascondere il disagio e la paura della gente sotto il tappeto del politically correct. "L'ipotesi di ospitare dei profughi a Gorino - ha detto - non è più in agenda".

In Italia, invece, quel "non passa lo straniero" urlato da un cittadino di Gorino in un contesto totalmente diverso dai tempi in cui è stato scritto il brano della gloriosa "canzone del Piave" ha invece fatto di nuovo infiammare il dibattito politico. Lo ha detto Emma Bonino, intervistata a Rainews 24. Acquaformosa, insieme a Riace e a tanti altri paesi, è uno dei simboli della Calabria che accoglie senza pregiudizi e con la consapevolezza che se l'accoglienza è un dovere, l'integrazione è un valore.

Alberto Mattioli, inviato della Stampa, è andato a Gorino, "400 abitanti, tutti vongolari e pescatori, frazione della detestatissima Goro". Nessuno degli ormai famigerati uomini-barriera si è chiesto da dove venissero quelle persone, quale fosse la loro storia, di che cosa avessero bisogno. "Si è svolto tutto in fretta, la comunicazione ha peccato e non quando si agisce velocemente le cose vengono fatte con poca precisione".

Passerà il tempo ma la macchia delle barricate di Gorino non si spegnerà nella nostra memoria collettiva. Mentre a Goro si protesta, in Sicilia continuano gli sbarchi di migranti e stando ai dati diffusi nelle ultime ore, si parla di 4300 profughi giunti negli ultimi due giorni; i migranti sbarcati sulle coste italiane dal 1 gennaio a oggi sono 153.450, il 9,83% in più rispetto allo stesso periodo del 2015.