Corona, non sono criminale ma lavoratore

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Gli avvocati di Fabrizio Corona hanno richiesto al Tribunale del Riesame la revoca dell'ordinanza di custodia cautelare per il loro assistito, che questa mattina ha avuto modo di dire la sua e scusarsi con il magistrato di sorveglianza. I criminali sono altri. "Al limite se la procura non è d'accordo sarà chiuso, e quindi si pagheranno le sovrattasse".

Che questa sia la volta giusta? I criminali sono altri.

Intanto pochi giorni fa, il gip Guidi - che ne aveva disposto l'arresto - ha respinto l'istanza di scarcerazione degli avvocati di Corona. La donna si è detta "molto preoccupata per il figlio", poiché "il carcere non gli giova. Mio figlio ha problemi psicologici, li ha molto gravi da tempo, lo dico. Ha bisogno di essere seguito e curato e mi auguro che questo aspetto possa migliorare". La speranza è che possa cambiare un po' la testa, ma mio figlio non è un criminale. "Io lo giustificherò sempre, perché sono sua madre". "Non è una società farlocca - ha detto l'avvocato - ma una società che lavora con grande serietà e che cerca di lavorare anche adesso che il core business, ossia Fabrizio Corona, è detenuto". Con lui è finita in carcere anche la sua assistente Francesca Persi. Chiesa ha ribadito che la vicenda di Corona ha connotati "clamorosamente esagerati, legati alla popolarità del personaggio". La versione dell'imprenditore, secondo cui i soldi ritrovati nel controsoffitto della sua collaboratrice e nei conti in Austria sarebbero il risultato delle serate in discoteca, come compensi in nero e di cui intendeva comunque pagare le tasse, è stata infatti ritenuta inverosimile dal magistrato.

Il 10 ottobre, Fabrizio Corona è tornato in carcere per rispondere di intestazione fittizia di beni.