Regeni, Cuperlo: a Trieste tolto striscione, ora riempiamo la città

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Lo scrive stamani il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd, in un tweet, in riferimento alla mozione sottoscritta da quattro consiglieri della maggioranza di centrodestra al Comune di Trieste, che chiedono la rimozione dello striscione con la scritta "Verità per Giulio Regeni" dalla facciata del municipio in Piazza Unità, per sostituirlo con un "banner" sul sito web dell'amministrazione comunale.

Un analogo striscione era stato invece rimosso ieri dal Municipio, su disposizione del sindaco Roberto Dipiazza che lo aveva fatto personalmente. Come ricostruito da Il Piccolo di Trieste, i quattro consiglieri di maggioranza (Piero Camber di Forza Italia, Claudio Giacomelli di Fratelli d'Italia, Paolo Polidori della Lega Nord e Vincenzo Rescigno della Lista Dipiazza) hanno chiesto con una mozione urgente la rimozione dello striscione per Regeni sottolineando che la "permanenza degli striscioni sulla facciata del Palazzo Municipale debba avere una tempistica limitata".

Pochi minuti prima delle 12, la presidente, insieme con altre due persone, ha materialmente sistemato e assicurato al balcone lo striscione. Una decisione che ha scatenato pesanti malumori. Evitare una "assuefazione visiva" ha spiegato il sindaco.

All'indomani dell'omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore di Fiumicello ucciso in circostanze ancora misteriose in Egitto, in tante città italiane sono apparsi degli striscioni per chiedere verità per il giovane. Ma la politica che si nutre di simboli è chiamata a dare risposte.