TORINO. Salone del Libro: edizione 2015, tre indagati per 'ritardo' gara

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Un'organizzazione che la fondazione di cui Moisio era vicepresidente affidò sena bando di gara con un contratto di affitto che avrebbe vincolato la manifestazione al Lingotto per tre anni.

Il pm Gianfranco Colace procede per "turbativa del procedimento di scelta del contraente" e, oltre alla posizione di Moisio, sta vagliando quella dell'ex assessore comunale alla cultura Maurizio Braccialarghe e quella di Rolando Picchioni, ex presidente della Fondazione.

Moisio ha lasciato palazzo di giustizia senza rilasciare dichiarazioni.

Moisio ha rassegnato le proprie dimissioni perché sottoposto a indagine da parte della magistratura: "Circostanza - scrive - che non mi consente di continuare nell'incarico affidatomi dalla Città Metropolitana di Torino nel luglio 2014". E' quanto ha detto Roberto Moisio, vicepresidente dimissionario della Fondazione del Libro, oggi agli inquirenti che lo hanno interrogato come indagato nell'inchiesta sul Salone del Libro 2015.