Premio Nobel Economia 2016 a Oliver Hart e Bengt Holmström

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Quasi coetanei, 68 anni il primo, 67 il secondo, entrambi sono americani di "adozione accademica": Hart insegna da anni all'università di Harvard, il suo insigne collega al Massachusetts Institute of Technology.

"Le economie moderne sono tenute assieme da innumerevoli contratti - recitano le motivazioni diffuse dalla Accademia rale di scienze della Svezia -".

L'assegnazione va ai due economisti per il loro contributo alla teoria dei contratti, uno studio sul modo in cui i contratti e gli incentivi influenzano il processo decisionale e le relazioni commerciali. Il premio assegnato, suddiviso in parti uguali, è di 8 milioni di corone svedesi (circa 830 mila euro). Hart e Holmström con i loro studi hanno consentito di avere un approccio teorico molto importante per comprendere come funzionano i contratti, quali impatti hanno nella società e in quali casi possono portare a esiti imprevisti, dannosi per una o più parti.

Il Nobel 2016 è il 48esimo di questa onorificenza, creata successivamente rispetto ai premi Nobel tradizionali (fisica, medicina ecc.). Holmstroem è nato ad Helsinki nel 1949.

Oliver Hart e Bengt Holmstrom hanno ricevuto il premio Nobel per l'Economia.

Quest'anno il Nobel per l'Economia è stato assegnato agli economisti Oliver Hart e Bengt Holmstrom. Lavora ad Harvard dal 1993, dove dal 200 al 2003 ha diretto il dipartimento di economia. E' diventata ormai un teorema, la sua teoria, che racchiude il perchè la finanza può essere schiacciata da se stessa. E' stato anche membro del cda della Nokia dal 1999 al 2012, ed è membro dell'Accademia reale svedese delle scienze. In termini assoluti, il teorema prova come nessun incentivo per un gruppo di soggetti economici può soddisfare la richiesta del pareggio di bilancio, dell'equilibrio di Nash (un profilo di strategie rispetto al quale nessun giocatore ha interesse ad essere l'unico a voler cambiare) e che il sistema sia paretiano (ossia si migliora la condizione di un soggetto ma per forza peggiorandone quella di un altro).