L'Italia di Renzi sempre più povera: da 1.8 a 4.6 milioni

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Gli italiani che versano in condizioni di povertà sono passati da 1,8 a 4,6 milioni, vale a dire dal 3,1% al 7,4% del totale. Lo si legge nell'annuale rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia pubblicato dalla Caritas italiana. Ma è notevolmente cresciuta anche al Centro-Nord, tra le famiglie giovani, nei nuclei con uno o due figli minori e in quelli con componenti occupati. Secondo la Caritas, "la presenza quantitativamente significativa dell'indigenza tocca oggi l'intera società italiana e non è più circoscritta solo ad alcune sue componenti". Ora, aggiungono, "si tratta di decidere se dotare il nostro Paese di quella misura universalistica contro la povertà assoluta attesa da decenni, oppure rimanere fermi ad una riforma interrotta". "La sua introduzione - ricorda infine l'organizzazione - è stata richiesta da più parti sin dagli anni '90 senza trovare ascolto da nessuno dei governi susseguitisi nel tempo".

"Manca una misura universalistica contro la povertà assoluta". "Dall'inizio della crisi ad oggi la poverta' assoluta, ovvero la condizione di coloro che non hanno le risorse economiche necessarie per vivere in maniera minimamente accettabile, e' aumentata in Italia fino ad esplodere". Per far fronte a tutto questo nel documento, con il supporto di studiosi come Cristiano Gori, dell'Università di Trento che è responsabile scientifico del Rapporto, Alessandro Martelli dell'Università di Bologna, Lorenzo Lusignoli del Dipartimento Politiche Sociali della Cisl e Chiara Agostini di Percorsi di Secondo welfare, si chiede un Piano pluriennale, connotato dalle caratteristiche suggerite dall'"Alleanza contro la povertà", che incrementi progressivamente le risorse, e quindi l'utenza, arrivando nel 2020 a stanziare i 7 miliardi necessari per rivolgersi al totale della popolazione povera. Secondo Caritas, "per il 2017, 2 miliardi sono la cifra sufficiente".

Attualmente, rileva la Caritas, "i nuovi stanziamenti finanziano due misure transitorie, il Sostegno per l'Inclusione Attiva (SIA) e l'Assegno per la Disoccupazione (ASDI), che nel corso del 2017 saranno assorbite nel REI, la misura definitiva". Concentrare lo sguardo solo sulle risorse previste dalla Legge di bilancio per il 2017 rappresenterebbe, infatti, un errore che svilirebbe la portata di ciò che si deciderà e delle sue implicazioni per i poveri del nostro Paese.

Gli attori del cambiamento.

Caritas, la povertà in Italia è esplosa. "Per queste ragioni l'Alleanza, che vede anche Caritas Italiana protagonista, ha partecipato costantemente al dibattito in corso, attraverso un confronto di merito con le forze parlamentari - di maggioranza e opposizione - e con il Governo". In attesa della riforma definitiva, la Caritas rileva che le realtà del welfare locale si confrontano con l'attuazione delle misure transitorie e ciò "richiede modalità di lavoro nuove, basate soprattutto sulla collaborazione interistituzionale e la costruzione di reti tra i soggetti territoriali per la presa in carico delle persone in povertà".

"Il vero discrimine - conclude il Rapporto - non consiste nello stanziare piu' risorse possibili nell'immediato, bensi' nell'avviare da subito un progetto di cambiamento pluriennale credibile, come richiesto dall'Alleanza contro la poverta'".

Il numero dei poveri in Italia cresce di anno in anno.