#alitalia: Hogan (Etihad), il governo non ha mantenuto le promesse

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Perché gli arabi si dicono pronti a crescere, considerano l'Italia un grande mercato, ma non vedono rispettate quelle condizioni che li convinsero a partire con l'avventura Alitalia.

Il Governo preferisce non commentare al momento le dichiarazioni del vice presidente dell'Alitalia e ceo di Etihad, James Hogan, che dalle pagine del Corriere della sera, oggi ha rinfacciato all'Esecutivo la mancata esecuzione degli accordi presi quando il vettore emiratino decise di investire della compagnia italiana. Dunque abbiamo messo insieme un piano per il pareggio e siamo stati chiari: una rete forte, più voli intercontinentali, attenzione al traffico interno. Ora ha il 50%.

Sulla possibilità di tagli al personale, preannunciati da Hogan, la fonte sindacale ha risposto che "per quanto ci riguarda a noi non risulta niente di tutto ciò". Come investitori rispondiamo del piano industriale e alle persone di Alitalia, che sono in gamba. Entrando in questo affare eravamo d'accordo che ci sarebbe stato un decreto per usare meglio Linate. Fra queste, il ruolo chiave di Linate ed il fondo promesso dal governo (20 milioni l'anno) per rafforzare il turismo in Italia, mai arrivato. Dice di averne già parlato col premier Renzi e col ministro Delrio: "Noi pensiamo alle questioni di mercato e ai conti, ma occorre che anche gli altri protagonisti dell'azienda Italia facciano la loro parte".

Diversa invece la posizione dei sindacati che respingono al mittente le accuse di aver rotto l'accordo su tre anni di tregua di pace industriale. E non è solo il comportamento delle autorità a rendere pessimista il manager, ma anche il comportamento intransigente dei sindacati, dopo l'accorso raggiunto sugli esuberi: "sono passati appena 18 mesi e in una vertenza per qualcosa che vale come un caffè lanciano uno sciopero". "Dobbiamo chiederci come aumentare la produttività del personale e massimizzare il numero di ore in cui un aereo può volare", sottolinea: "Con la ristrutturazione potremmo aver bisogno di ridurre il personale, da un lato".