Infermieri, gara all'ago più grosso: sospeso medico che denunciò

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Come rivela oggi il Corriere della Sera in prima pagina Vincenzo Riboni, primario del Pronto soccorso, non è più in servizio: è stato sospeso dall'incarico e dallo stipendio per dieci giorni, fino al 2 di ottobre, poi è stato invitato a smaltire le tante ferie arretrate e ad avviarsi verso la pensione. Un gioco a discapito dei pazienti dell'ospedale San Bortolo di Vicenza, dove venne scoperta una chat Whatsapp tra infermieri che promuoveva la gara ad usare le cannule più grosse sui pazienti. Il medico denunciò il "coinvolgimento dei soggetti convocati in un dialogo per iscritto durante l'attività di servizio che evidenza un intollerabile e inaccettabile e riprovevole strumentalizzazione dei pazienti nell'esercizio della professione". Il medico diventa l'imputato, anche a causa dell'antipatia che da tempo suscitava il suo comportamento integerrimo e la sua scarsa propensione al compromesso, mentre gli infermieri vengono trasferiti in altri reparti, per sedare lo scandalo. Per l'appunto però alcuni dei presenti avevano, di nascosto, registrato la riunione: il segretario del sindacato Nursind (infermieri) Andrea Bottega ha presentato i nastri a difesa dei propri iscritti, prova accettata e che ha portato all'archiviazione o a sanzioni lievi per gli interessati.

A farne le spese è stato invece soltanto il primario del Pronto Soccorso, che, una volta venuto a conoscenza delle macabre gare ai danni dei pazienti, aveva scelto subito di portare la vicenda alla luce, perché si potessero prendere provvedimenti. "Un medico rilancia:'Infilato un arancio or ora' e cosi via". Si parla del diametro delle cannule per infusione venosa: grigio quella più sottile, arancio quella del diametro maggiore, e quindi potenzialmente più dolorosa per il paziente. "Gli eventi sono stati realizzati a seguito di una strategia che testimonia l'intenzionalità dei comportamenti a danno del paziente", disse Riboni al momento della denuncia di quanto accaduto, anche se adesso è proprio lui il primo a "pagare" per quanto accaduto.

La chat su Whatsapp sotto accusa, attiva da mesi, si chiama "Gli amici di Maria" e già da questo si intuisce la presa in giro: Maria è il secondo nome di Riboni.

In parallelo, crescono le polemiche sindacali contro il medico. Meglio i mediatori. Tanto più se possono ridurre gli attriti sindacali. Fatto sta che alla fine di vari mesi di tira e molla, con il sindacato sempre più duro, l'unico a essere punito chi è? "I fatti si basavano su dichiarazioni false". E si giustificano: "Era solo un gioco". Dice tutto il procedimento disciplinare contro un infermiere, dove l'immonda gara smascherata viene liquidata come 'uno sviamento dall'attività istituzionale e un uso improprio del telefono cellulare personale, che in costanza di servizio dovrebbe essere utilizzato solo per le emergenze e non per attività di svago, come lo scambio in una chat privata di messaggi e immagini dal contenuto futile, di dubbio gusto e e lesivo della dignità dei pazienti'.