Gli arazzi medicei tornano tutti a Firenze

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Dopo oltre cento anni torneranno a Firenze una ventina di arazzi di epoca medicea raffiguranti le storie di Giuseppe Ebreo, realizzati dai grandi artisti del Rinascimento.

E' stata inaugurata stamattina la nuova assemblea del Consiglio comunale a Palazzo Vecchio. I venti arazzi saranno esposti in modo permanente, con una rotazione delle opere che consentirà la corretta conservazione dei tessuti che tendono a danneggiarsi dopo un certo periodo di stesura.

Tornano riuniti a Firenze venti arazzi rinascimentali di epoca medicea
Il 'nuovo' salone dei Duecento

"Abbiamo reso alla città di Firenze la Sala dei Duecento trasformata - ha dichiarato la presidente del Consiglio comunale Caterina Biti - La presenza degli arazzi nella sala rende tutto ciò ancora più straordinario e unico". "Ritorniamo in chiave filologica all'origine della storia di questo patrimonio culturale - ha continuato il sindaco -. Nelle prossime settimane metteremo a punto le modalità con cui custodire ed esporre questa collezione di arazzi che non esito a definire tra le più importanti al mondo".

I 20 arazzi furono commissionati nel Cinquecento (Firenze 1545-1553) da Cosimo I de' Medici e rappresentano una delle più alte testimonianze dell'artigianato e dell'arte rinascimentale. I cartoni per la realizzazione di questi preziosissimi arazzi, sono infatti opera di alcuni artisti tra i più importanti del Rinascimento, Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati. Della serie completa sono oggi conservati a Firenze dieci pezzi mentre gli altri dieci sono stati portati a Roma, alla fine del secolo scorso (1882) per volere dei Savoia, per adornare i saloni del Quirinale. L'intervento è stato affidato e concluso all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, col sostegno finanziario della Cassa di Risparmio di Firenze prima e dell'Ente Cassa poi.