Maurizio, pestato in metro a Roma: "Mi ha aiutato solo mia madre"

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Anche il mondo della politica si stringe intorno a Maurizio Di Francescantonio, il ragazzo aggredito ieri in metro per aver invitato un gruppo di uomini a smettere di fumare all'interno del vagone.

Intanto Maurizio oggi sarà operato dai medici del Policlinico Umberto I. Con l'aiuto di Elena, la mamma, malmenata anche lei, ricostruisce il pestaggio di cui domenica è stato vittima. Tutto è accaduto quando un gruppetto di 4 ragazzi hanno acceso la sigaretta e l'uomo ha fatto notare che ciò non era consentito. Qualcuno li filmava, sono andato a dirglielo, se la rischiavano. "Li ho rivisti in commissariato, me ne hanno messo davanti uno e l'ho subito riconosciuto". "E lui è partito dritto con un pugno, ho provato a difendermi gli ho dato un calcio, ma era una furia, sono vivo per miracolo". Quando la metro si è fermata alla stazione di piazza Bologna c'è stato un fuggi fuggi generale. "Ciò che è successo a Maurizio ci deve far riflettere anche sul coraggio che lui ha avuto nel denunciare qualcosa che non andava -conclude- Dobbiamo ricostruire un senso di comunità affinché nel futuro nessuno possa più trovarsi solo come Maurizio". Prendevo colpi, anche perché erano in due, è arrivato anche quell'altro e ha iniziato a tirare calci alla testa, senza pietà a quel punto non ho saputo più difendermi. "Mia madre cercava di fermarlo, è rimasta con un pezzo della sua maglia in mano". I due erano nella Capitale per una 'toccata e fuga'.

"Sono appena andata a trovare in ospedale Maurizio, il giovane picchiato brutalmente domenica scorsa su un vagone della metro B. Questi episodi di violenza brutale non devono mai più accadere".

"Io non sono un provocatore, sono andato lì in buona fede, stavano facendo una caciara. Io all'inizio con uno mi potevo difendere ma con tutti e due no. Ora la prima cosa è rimettermi a posto, voglio che paghino, li voglio vedere morti". Ferita lievemente la madre, una 60enne, che ha riportato varie contusioni giudicate guaribili in 8 giorni. E' rimasta con lui fino a sera, fino a quando trasferito nel reparto di Neurochirurgia, si è finalmente addormentato.