È gay: la scuola rifiuta la sua iscrizione

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Un anno fa - Un passo indietro: a distanza di un anno la famiglia che aveva acceso i riflettori sulla scuola, per un presunto caso di discriminazione per l'orientamento sessuale del figlio (discriminazione smentita dalla scuola), è tornata alla carica.

É passato un anno da quella vicenda e quello stesso adolescente, dichiaratamente gay, si sarebbe visto rifiutare l'iscrizione al terzo anno di corso per baristi.

Le tappe della vicenda, in breve, sono le seguenti: il sedicenne già lo scorso anno era stato, secondo i suoi genitori, oggetto di discriminazioni perché gay.

"La vicenda merita l'immediato interessamento del Miur - sottolinea Piazzoni-, chiamato a chiarire tempestivamente i termini della questione, e a intervenire qualora sia ravvisata una lesione dei diritti di quel ragazzo e di tutti gli altri e le altre che frequentano l'istituto". L'Istituto ricostruisce il percorso che lo studente avrebbe fatto, nei confronti della scuola, per iscriversi, dallo scorso anno. La scoperta dell'immagine, pubblicata e poi rimossa da Instagnam, circolata tra i compagni, e quella punizione da parte del dirigente scolastico di mettere il ragazzo con il suo banco in corridoio ("per proteggerlo dallo scompiglio che la foto in classe aveva provocato", si giustificò la scuola), poi il reintegro nella classe e con i compagni, evidentemente più aperti della dirigenza dell'Istituto.

Da un lato infatti l'Efop in una nota afferma: "La famiglia del ragazzo non si è presentata all'incontro programmato per il giorno 24 giugno 2016 per i colloqui finali e per il rinnovo iscrizione per l'anno formativo in corso". Ma per il ragazzo non è suonata nessuna campanella. "La segretaria gli ha riferito di richiamare nei giorni successivi in quanto in Sede non erano presenti né la tutor né la docente di riferimento del settore". E l'avvocato della famiglia, Daniela Bertaggia, è pronta a dimostrarlo attraverso i tabulati telefonici. "Adesso non è il momento di fare polemica, finalmente vedremo nostro figlio tornare a sorridere", racconta la madre, Ionela Anisoara.

"Quando questa bufera si sarà calmata - ha commentato il padre del ragazzo - voglio però capire come mai è stato trovato posto in aula per mio figlio solo dopo le tante polemiche".