Siria, Erdogan: nessun ritiro dei curdi

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Stati Uniti e Turchia sono ai ferri corti sui curdi siriani e la "dottrina Erdogan".

Ankara, 31 ago 13:01 - (Agenzia Nova) - La Turchia dovrebbe interrompere le sue attività militari in Siria "immediatamente".

Come è noto infatti, con l'operazione terrestre denominata "Euphrates Shield" (Scudo dell'Eufrate), Ankara intende creare una zona cuscinetto di sicurezza e liberare i territori di confine da tutti i gruppi definiti terroristici, quindi non solo i combattenti dello Stato Islamico (IS) ma, sopratutto, quelli curdi del YPG, legati, secondo i turchi, al PKK.

Il mancato golpe ha rilanciato l'immagine della Turchia di Erdogan.

Il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu ha ribadito che se le milizie YPG passano il fiume Eufrate "diventano obiettivi da colpire". Un cambio di posizione è giunto anche dal regime di al-Assad, che inizialmente aveva espresso la necessità per la Turchia "di coordinare l'operazione con Damasco", per poi accusarla di "commettere un crimine contro l'umanità" in una lettera indirizzata alle Nazioni Unite. La non belligeranza di fatto che dall'inizio della guerra civile è regnata fra le forze filo-Damasco e le Fds/Ypg è stata rotta. Ankara, che sostiene nell'avanzata i ribelli del Free Siran Army, dal canto suo ha fatto sapere che ritiene un proprio diritto "fare pulizia dell'Isis al proprio confine".

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Qui ieri durante un attacco con razzi da parte dei militanti curdi, è morto il primo soldato turco in Siria. "Noi siamo a favore del mantenimento dell'integrità territoriale della Siria". Obiettivo dell'esercito turco è la città di Jarablus, almeno ufficialmente.

Per l'autore del pezzo, questi scontri tra i curdi e l'esercito regolare, dopo un lungo periodo di tacita collaborazione, sarebbero il segnale delle intenzioni striscianti di giungere a una suddivisione della Siria su base settaria.

Lo ha riferito un funzionario militare curdo di un altro gruppo alleato a Sdf, aggiungendo che il cessate-il-fuoco è in vigore dalla scorsa mezzanotte e sta tenendo.

Gli Stati Uniti avevano già definito "inaccettabili" gli "scontri" tra militari turchi e Ypg nel nord della Siria. La natura imprevedibile e impulsiva del presidente turco, a differenza di quello russo, comporta però un margine più o meno ampio di dubbio sull'evoluzione delle vicende siriane.

Per sciogliere i nodi del quadro siriano dopo i fatti più recenti, così come per comprendere in pieno le intenzioni di Erdogan, sarà dunque necessario attendere ancora.

Se lo aspettavano tutti, non poteva non aspettarselo il ministro della Difesa degli Stati Uniti. Il presidente francese ha aggiunto che inviterà il suo omologo russo Vladimir Putin a Parigi il prossimo ottobre per discutere del conflitto, e ha affermato che Mosca deve essere "un protagonista dei negoziati, non dell'azione".