Renzi pronto a cambiare legge elettorale — Italicum

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Ora, i neo-costituenti fautori della riforma costituzionale sulla quale saremo chiamati a votare, sostengono che, se vincessero i "sì", come d'incanto tutto diventerebbe più semplice e l'attività legislativa procederebbe spedita e senza intoppi di sorta. Un po' di tempo fa veniva definito il partito della spesa pubblica e si imputava al Pd la responsabilità di alimentare un mondo che spingeva verso il deficit più che verso il taglio e la riqualificazione della spesa corrente fatta, appunto, di stipendi e pensioni. "Credo che l'invito a non personalizzare possa valere per tutti".

Senza pretesa di essere stati esaustivi, crediamo di aver illustrato i tratti salienti della revisione costituzionale oggetto del referendum autunnale, nella quale, come ognun vede, c'è in gioco molto più della riduzione del numero dei senatori, secondo il messaggio indirizzato alla "pancia" degli elettori. In primo luogo, i progetti di legge che prevedono il necessario, e non semplicemente possibile, esame del Senato. "Alcuni voteranno sì e altri no. Così come dentro l'Anpi ci sarà chi legittimamente voterà no e chi voterà sì come il comandante Diavolo in Emilia Romagna per esempio e tanti altri partigiani che ho incontrato da Milano a Padova e che ci dicono andate avanti, vi sosteniamo". La pensa diversamente invece l'ex capogruppo alla camera Roberto Speranza, che nei giorni scorsi aveva detto che "la somma tra riforma costituzionale e legge elettorale produce un risultato non positivo".

È finita qui? Certo che no, perché, a parte la possibilità, disciplinata dal nuovo articolo 71, che il Senato, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, richieda a Montecitorio di procedere, entro sei mesi, alla discussione di un progetto di legge, ci sono i decreti legge, il cui esame verrà disposto dal Senato entro trenta giorni dalla data di presentazione alla Camera dei Deputati.

"Noi siamo pronti a cambiare l'Italicum, se ci sono i numeri in Parlamento, e questo sia che la Corte Costituzionale dica sì, sia che dica no. Ma domando: qual è la legge elettorale perfetta?". "Loro vogliono rifare la bicamerale", ha sibilato. Un fatto, però, è certo: i senatori godranno di quella immunità che, in quanto sindaci o consiglieri regionali, non avrebbero. Interverrà anche alla Festa dell'Unità di Bologna. Perciò nessuna obiezione a modifiche, se ci sono i numeri, ribadisce il presidente del Consiglio, convinto che l'Italicum non piaccia perché "toglie potere ai partiti piccoli": "Il centrosinistra - ricorda Renzi - è andato a casa perché c'era qualcuno che trafficava, non diciamo i nomi, e perché lo hanno mandato a casa i partiti piccoli". Meno partito della nazione, più nocciolo duro di sinistra.

A proposito di Regioni, il capo del governo approfitta per rispondere a Massimo D'Alema, diventato all'improvviso uno dei leader della parte che sostiene il no alla riforma costituzionale.

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